Il Comune di Albizzate sfratta i profughi dal campo sportivo

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ALBIZZATE – Per i quattro profughi presenti ad Albizzate da oltre tre anni è arrivato il momento dei saluti. L’amministrazione comunale non ha rinnovato l’affitto dell’appartamento dell’ex custode situato all’interno del centro sportivo La Fornace di via Vittorio Veneto, spazio di proprietà comunale (un caso sporadico in provincia) concesso dall’ex sindaco Francesco Sommaruga alla cooperativa sociale Ballafon per trasformarlo in un piccolo Centro di accoglienza straordinaria.

Nuovi spogliatoi al posto del Cas

L’attuale amministrazione ha però altri progetti su quell’immobile. Vorrebbe infatti ristrutturarlo da cima a fondo per creare il bar del centro sportivo o dei nuovi spogliatoi, necessari dopo che l’installazione dell’impianto di illuminazione del campo da gioco ha notevolmente ampliato l’orario di utilizzo della struttura. «Abbiamo deciso di svuotare l’immobile per non avere più vincoli. Ora parte la fase progettuale con l’obiettivo di iniziare i lavori nel 2019», spiega l’attuale primo cittadino Mirko Zorzo, al vertice di un’amministrazione che tiene insieme la Lega (il suo partito), Forza Italia, Fratelli di Italia e i civici di Alleati per Albizzate.

Il congedo dei profughi a Palazzo

Dopo oltre tre anni di permanenza ad Albizzate, i quattro siriani sono stati trasferiti a Gavirate. Prima della partenza, però, hanno voluto salutare l’amministrazione comunale a Ca’Taverna come segno di riconoscenza per l’intera comunità albizzatese che li ha accolti senza frizioni. Di loro, due hanno ottenuto il permesso di soggiorno, dunque sarà più facile crearsi un futuro in Italia. «E’stato un incontro cordiale», rende noto Zorzo. Avrebbe voluto offrire loro il caffè, ma il digiuno imposto dal Ramadan li ha costretti a declinare l’invito.

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