«Il mio eroe si chiama Matteo Salvini». Donadio da Busto al congresso della Lega

BUSTO ARSIZIO – «Il mio eroe si chiama Matteo Salvini». I tre minuti di gloria di Domenico Donadio sul palco del congresso della Lega di Firenze, alla Fortezza da Basso. Intervenuto in qualità di delegato della sezione di Busto Arsizio, il militante (ex Forza Italia e PdL) già vicesegretario quando Paola Reguzzoni era alla guida del movimento in via Culin, si è speso in un accorato “peana” nei confronti del segretario federale. «Qui si respira aria pulita, profumata, onesta – le sue parole – viva la Lega e io sto con Matteo Salvini»

L’intervento

Donadio è salito sul palco dichiarando di voler parlare «come un bambino fa quando racconta la favola del suo eroe. E il mio eroe si chiama Matteo Salvini». Un esercizio retorico che però ha colpito la platea. «Questo eroe mi ha insegnato a non avere paura e a portare avanti le mie idee – così il delegato della sezione di via Culin, che era rappresentata a Firenze anche dall’europarlamentare Isabella Tovaglieri – questo eroe mi ha insegnato che in politica si sta non per avere la poltrona ma per dare un futuro al proprio Paese». Poi ha invitato a guardare avanti, stringendosi attorno al segretario federale: «Il passato lo dobbiamo rispettare, ma ci aspetta un futuro difficile e noi sappiamo che con il nostro eroe lo possiamo affrontare con forza e coraggio».

La folgorazione per il Capitano

Classe 1964, originario della Basilicata, Domenico Donadio è stato per lungo tempo iscritto a Forza Italia e al Pdl, partito che ha rappresentato in numerosi incarichi nell’ambito delle società partecipate (consigliere per il consorzio Arno Rile Tenore e Agesp, vicepresidente a Prealpi Servizi). Poi «la folgorazione per Matteo Salvini» – sue testuali parole – rivelata per la prima volta in un’assemblea convocata nel 2019 da Roberto Maroni al circolo di Bizzozero e l’impegno nella sezione della Lega di Busto Arsizio, di cui è stato anche vice del commissario Paola Reguzzoni. Ora la nomina a delegato che gli ha permesso di parlare «per la prima volta» al congresso federale che ha incoronato il suo «eroe», il Capitano Salvini, per altri quattro anni alla guida del partito. E Donadio si scopre emblema della “nuova” Lega Salvini Premier che evolve.

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