A Bizzozero c’è tanta Lega. Parte la sfida per la riconquista di Varese

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VARESE – A Bizzozero la Lega di Giancarlo Giorgetti si ritrova più unita  e determinata che mai. E “prenota” la riconquista di Palazzo Estense. «Impensabile che la culla della Lega non sia governata dalla Lega» sentenzia il governatore ed ex sindaco Attilio Fontana.

La “Bombonera” verde

Il circolo di Bizzozero è una specie di “Bombonera” leghista. Fuori dal cancello scatta la caccia al parcheggio, dentro il salone le sedie sono già tutte occupate. «A Varese non c’era una sala libera – si giustifica il segretario provinciale Matteo Bianchi – ma non ci aspettavamo tutte queste persone e questa attenzione. Significa che la disaffezione non è nei confronti della politica ma degli intrugli di palazzo di quest’estate». Ci sono almeno 120 persone stipate nel salone e altrettante che ascoltano da fuori. I big leghisti ci sono tutti, ma proprio tutti, compreso Bobo Maroni, che se ne sta sull’uscio della sala. Ma tra amministratori e militanti storici spuntano anche new entry, come il bustocco Domenico Donadio, che dopo tanti anni nelle file di Forza Italia rivela «una folgorazione per Matteo Salvini», e ospiti/osservatori, come il presidente della Provincia Emanuele Antonelli o l’ex numero 2 di Villa Recalcati Giorgio Ginelli.

Effetto-Giorgetti

Appena entra Giorgetti scatta l’applauso. E un militante svela il motivo del “pienone”: «È per il Giancarlo». Per la base leghista è la prima vera occasione per analizzare questa pazza estate che ha rivoluzionato la scena politica. Alle 9.10 il veterano Gianluigi Lazzarini si prende la briga di portare in sala il governatore Attilio Fontana, che arriva insieme alla fedelissima sindaco di Fagnano Olona Elena Catelli (che rifiuta il posto in prima fila che le offre con gesto di cortesia l’europarlamentare Isabella Tovaglieri) e all’ex ministro dell’istruzione Marco Bussetti, e finalmente può iniziare il dibattito, con Bianchi, Giorgetti e lo stesso Fontana che siedono in cattedra.

«La gente è con noi»

«Noi siamo diversi perché siamo a contatto con la nostra gente, il territorio e gli amministratori. È il valore aggiunto del nostro movimento» sottolinea “il Matteo” (Bianchi). «Una serata così fa rinascere l’ottimismo» aggiunge “l’Attilio”. «Noi ci siamo, e siamo in tanti. La gente è con noi, ed è quel che conta». La parola d’ordine è quella di sempre: autonomia. Impossibile con i 5 Stelle, «contrari», mentre il PD «è in confusione mentale, non ha capito se la vuole o no»: Fontana è pronto a concedere al massimo «sei mesi» al neo-ministro Francesco Boccia, «se ci chiede anni non se ne fa nulla». Un’autonomia declinata in particolare sulla sanità («In Lombardia dovremmo assumere 800 medici, e avremmo le risorse, ma la legge ce lo impedisce») e sulla scuola («scandaloso avere ancora 14mila cattedre vacanti ad inizio anno scolastico»).

Missione Varese 2021

Ma se toccherà “al Giancarlo” fare l’analisi di quanto successo a Roma (rispondendo anche a domande scomode, come quella sul «perché Salvini non ha ritirato subito i ministri», e prendendosi diversi applausi, come quando cita Umberto Bossi), sul territorio i militanti hanno una sola missione. Le comunali 2021. «Siamo a Varese non per caso» ammette Bianchi (e subito dal fondo della sala qualche iper-federalista lo corregge: «A Bizzozero!»). «Dopo la parentesi (Galimberti, ndr) abbiamo la grande responsabilità di riprendere Varese, creando una grande squadra. Ma non ci sarà domani mattina un candidato sindaco che tirerà il carro». Un monito: stavolta non si può fallire e ciascuno dovrà fare la sua parte fino in fondo.

«Galimberti? Proclami e abbandono»

È Attilio Fontana, che giudica «sbagliata» la retromarcia dell’amministrazione di Varese sul teatro in piazza Repubblica, a tracciare la rotta: «Tutti uniti, con le idee chiare e un programma concreto di cose da fare». E ancora: «È impensabile che la culla della Lega non sia governata dalla Lega – prosegue l’ex borgomastro – siamo stufi dei proclami e di una città abbandonata. Hanno raccontato tante bugie, ma alla resa dei conti hanno dimostrato di non essere in grado di amministrare una città come Varese. È giunto davvero il momento di ritornare ad un sindaco e ad un’amministrazione della Lega». Si riparte da Varese. Ancora.

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