La grande musica e la Cultura che fa grande Busto Arsizio

buso maffioli cultura
Manuela Maffioli, Vicesindaco e Assessore Cultura, Identità e Sviluppo economico di Busto Arsizio

di Manuela Maffioli*

La bellezza salverà il mondo”? Sancisce Dostoevskij, dalle pagine de “L’idiota”, che l’umanità non possa vivere senza bellezza. Così pure titola Todorov il suo celebre saggio, dedicato all’anelito all’assoluto attraverso l’arte. Potremmo dilettarci a lungo sui rimandi letterari e non solo al tema, ma poi dovremmo comunque atterrare qui: Busto Arsizio, pianeta Terra. Dove, tuttavia, questo “seme” filosofico non sembrerebbe aver trovato terreno infertile.

Se, infatti, con il concerto (strepitoso) di Louis Lortie e Julian Kainrath si è chiuso, martedì sera, il sipario su ‘BA Classica’ il nostro Festival annuale di musica classica, alla sua quinta edizione – la settimana che ha visto protagonisti in città alcuni tra i più grandi artisti nazionali e internazionali e che ha reso Busto ‘palcoscenico del mondo’ non può che spalancare le porte a una riflessione, che ruota – appunto – attorno alla bellezza, o, meglio, alla cultura e alla sua importanza nell’economia (latu sensu) della vita di una comunità. Alla vigilia, peraltro, di nuovi, importanti appuntamenti.

Che sia un elemento imprescindibile resta nostra profonda convinzione. Non “nonostante”, ma a maggior ragione in questi nostri tempi difficili, in cui amministrare significa dover fare fronte a bisogni inediti e a nuove emergenze. In un contesto in cui gli animi sono gravati da incertezze, preoccupazioni, mestizia, in cui lo sguardo è corto, sul presente, in cui si affollano domande, noi crediamo che la cultura possa, debba essere comunque la risposta. O, almeno, una. In termini di evasione, anche e certamente. Ma, soprattutto, nella ricerca di senso e di luce che non può cessare, in un percorso di crescita che non è giusto arrestare. Sia sul fronte etico, che su quello economico.

Da qui l’importanza di un’offerta a tutto campo, che abbracci le diverse discipline, raggiungendo tutte le sensibilità (a Busto, oggi, ci sono 9 Festival, ma anche decine e decine di iniziative), che consenta a una Comunità di (ri)trovarsi, che induca a vincere la ritrosia, a rinnovare il desiderio. Da qui un investimento (anche in termini di pensiero ed energia) che cerca di allungare e fare allungare quello sguardo, che riproponga il concetto di futuro, che rinnovi una speranza.

In senso anche economico, si diceva. Gli artisti e il loro pubblico non bustocco costituiscono un importante indotto per la promozione e lo sviluppo del nostro territorio. Lo confermano i pernottamenti in città, la frequentazione dei nostri pubblici esercizi e dei nostri negozi. Le visite ai nostri Musei. Tanto che – ed è conferma ancora di martedì sera – la nostra capacità ricettiva risulta spesso insufficiente (chiedere ai partecipanti alla prima edizione del concorso “Voice competition”, nell’ambito di ‘BA Lirica’, tanto per fare l’esempio più recente).

Dunque? Dunque l’invito è, una volta di più, ad allargare tutti lo sguardo su questa città che ha le ali per volare, a soffiare tutti nella stessa direzione, a unire le forze. Tutte le forze. Nell’interesse di tutti. A vedere la cultura come un patrimonio reale in cui investire. A convincere chi ancora è chiuso a tutto questo. A credere che la nostra comunità si meriti molto, il meglio. Perchè, se un gigante come Lortie arriva a dire, al termine del concerto di martedì, in una sala dalle presenze eterogenee ,”questo è un pubblico che ci ha fatto suonare meglio”, allora significa che il cielo, a Busto, può essere a portata di mano.

*Vicesindaco
Assessore Cultura, Identità e Sviluppo economico
città di Busto Arsizio

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