Lezione speciale di sociologia in liceo di Milano: docente il sindaco di Legnano, Radice

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LEGNANO – L’importanza delle scienze umane, in particolare della formazione sociologica, nella politica e nell’amministrazione in un mondo dominato dalla tecnica. È l’argomento affrontato giovedì scorso, 22 giugno, dal sindaco di Legnano, Lorenzo Radice, nell’inedita veste di professore davanti a una ventina di studenti delle classi II e III liceo della Scuola Svizzera di Milano (nelle foto).

Radice, laureatosi alla Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, nella vita è responsabile dello sviluppo dei progetti legati al piano strategico della Fondazione Istituto Sacra Famiglia onlus di Cesano Boscone. Eletto sindaco di Legnano, la terza città per abitanti della provincia di Milano, nel 2020, da allora sta applicando lo slogan usato in campagna elettorale “Il coraggio di immaginare” avviando una lunga serie di interventi soprattutto urbanistici resi possibili dalla partecipazione ai bandi finanziati dal Pnrr.

Obiettivi sociali nell’agire politico

Per illustrare il tema “Dalla visione all’azione. Ma le scienze umane possono (ancora) dar forma alla città?” Radice è partito dalla sua esperienza personale negli studi e in politica. «Ho studiato come cambia una città, la Parigi di Baudelaire e la Milano della Rivoluzione industriale, da allora a oggi. Anche Legnano ha dovuto e deve fare i conti con una nuova economia, con l’immigrazione e con le questioni legate all’economia globale. Scopo dei miei studi – ha proseguito Radice, supportato da slide preparate da lui stesso – è stato capire come creare un mondo e una società più giusti attraverso le leve economiche, fino all’impegno in politica cominciato nel 2008 dopo l’incontro con la Scuola di Babele di Legnano, che insegna l’italiano agli stranieri».

Per il primo cittadino legnanese, etnografia e sociologia urbana sono fondamentali nell’azione di un amministratore pubblico, come pure il tema chiave della legalità. «C’è molto di più di quello che si pensa. La tecnica da sola non va da nessuna parte, va guidata, serve se c’è una visione e occorre un dialogo continuo tra le parti. Le parole chiave indicate sono tre: comunità, con il passaggio da questa alla società, come dall’io al noi, e il legame con le persone che può essere un nodo o uno scambio utile a entrambi; generatività, con l’agire che usa le risorse per generare qualcosa per il futuro, compresa l’indicazione di Papa Francesco sulla sostenibilità integrale, non solo ambientale; e pre-distribuzione, per passare dall’uguaglianza delle opportunità all’equità dei punti di partenza (e non solo) affinché tutti possano giocare la loro partita».

Applicare nel locale le linee guida europee

L’ingresso in politica è stato, per Radice, la sua risposta al bivio di Hirschman tra “voice” (partecipazione) ed “exit” (rinuncia). «Il mio programma politico per amministrare una polis – ha spiegato ai ragazzi della Scuola Svizzera di Milano – parte dalla Next Generation Eu, un programma comunitario di fondi a debito per investimenti destinati alla prossima generazione. Su Legnano, questo si declina in sostenibilità e rigenerazione, altro concetto tra il sociologico e l’urbanistico, per trasformare fattori di criticità in fattori di opportunità. il 70% delle leggi nazionali oggi applica quello che ci dice l’Europa, che ha le sue parole chiave in sostenibilità, inclusione e digitalizzazione.

L’obiettivo ultimo è una città sociale, che investa nelle scuole come capitale umano e nei luoghi di comunità come capitale relazionale. Le risorse alla base delle varie strategie intraprese derivano dal Pnrr: per Legnano più di 70 milioni di euro, di cui 18 destinati a progetti di rigenerazione urbana, 22,5 a progetti ambientali e 15 al «progetto bandiera” dell’amministrazione comunale “La scuola si fa città” per far entrare città e associazioni nelle scuole e far uscire dalle scuole il loro lavoro». Per i giovani, la giunta Radice punta sulla formazione e sulle competenze tecniche, a partire dai più piccoli con il museo dei bambini fino ad arrivare ai laboratori di istruzione tecnica superiore di Confindustria.

Infine, parola ai ragazzi, chiamati a lavorare in gruppo per rispondere alla domanda “come fareste a tradurre in atti pratici questa visione e questa strategia?” con l’indicazione di alcuni ambiti possibili quali politiche giovanili, sport, sicurezza, mobilità.

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