Maggioranza e opposizione unite: «Stufi di vergognarci del nome di Lonate»

tango piazza tornavento

LONATE POZZOLO – Lonate Pozzolo non ci sta: è «stufa di doversi vergognare del nome del paese» e rifiuta di essere definita «un territorio abbandonato». La cronaca degli ultimi giorni, con l’episodio della baby gang che ha aggredito e rapinato una donna nella stazione delle Nord, ha riportato in superficie il passato non tanto glorioso del paese. Ma tanto il gruppo della maggioranza guidata da Nadia Rosa quanto le opposizioni di centrodestra, rifiutano quello che viene considerato un ingeneroso ritratto di Lonate. E, molto più concordi di quanto appaiano tra i banchi del consiglio comunale, ribadiscono invece ciò che di bello e buono nel paese c’è e si fa.

Il bello e il buono di Lonate

Il gruppo di Uniti e Liberi, pur esprimendo la propria vicinanza alla donna aggredita dai tre ragazzi, sostiene che questo episodio così come «la ‘ndrangheta, l’arresto dell’ex sindaco non possono e non devono offuscare quanto di buono e di bello questo paese ha da offrire e tutti gli sforzi che sta facendo per scrollarsi di dosso questa fama. Rifiutiamo l’idea di essere direttamente associati a questi episodi: a Lonate gran parte del tessuto sociale è sano, con tanti cittadini volontari di tutte le età impegnati in qualsiasi ambito». L’amministrazione unita ricorda il bello del paese a partire da Tornavento, «la nostra cornice con vista sulla Valle del Ticino, che ieri è stato eletto come uno dei 5 borghi più belli della provincia di Varese», insieme alla via Gaggio,  il Monastero di San Michele, le chiese di Sant’Ambrogio e di Santa Maria degli Angeli.  Ma anche quello che di buono, a piccoli passi, si sta facendo, con un’attenzione crescente verso «la  problematica dei rifiuti grazie anche alla riapertura della piattaforma ecologica di domenica e in cui gli incivili che vogliono scaricare i rifiuti nei boschi, oggi, avranno un po’ più di remore grazie alle nostre fototrappole».  O progetti come quelli del bilancio partecipativo, «he rappresenta solo una tappa di un processo più ampio di coinvolgimento dei cittadini». Un albero che cade, purtroppo, fa più rumore di una foresta che, lentamente ma con decisione, cresce: Nadia Rosa e la sua squadra vogliono che le cose positive di Lonate risaltino più di quelle negative.

Sindaco faccia sentire la sua voce

Trovandosi in accordo con la maggioranza, anche l’opposizione cittadina, «seppur cosciente delle gravi problematiche che vive il nostro territorio sul fronte della legalità», si trova a dissentire rispetto all’ingeneroso dipinto fatto di Lonate, richiamando l’attenzione sulle realtà dinamiche e vitali del paese, dalle scuole alla parrocchia e le associazioni che «al di là della politica, tentano di creare una realtà viva e sana, da contrapporre all’illegalità e alla violenza: ignorare tutto questo è uno schiaffo a tutte le persone oneste e di buona volontà che vivono e operano a Lonate».
Ma il solo dissociarsi da un quadro non veritiero rispetto alla realtà lonatese, secondo il gruppo di Centrodestra per Lonate, non basta: serve «un passo in più. Ci appelliamo dunque al sindaco nella sua veste istituzionale, perché faccia finalmente sentire la sua voce in difesa di quanto di buono c’è a Lonate». Con uno sforzo che arrivi da una politica unita fra maggioranza e opposizione, come negli anni passati in cui si è tentato «di rispondere al fenomeno dell’illegalità, portando avanti progetti con le associazioni e le scuole, e con il bando sulla legalità vinto dalla passata amministrazione».
Il passato certamente non può essere cancellato, ma al di là del colore politico a Lonate si vuole cambiare rotta. In modo che sia la foresta che cresce a fare più rumore di un albero che cade.

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