L’ospedale, Berlusconi, il rispetto e l’odio

gallarate berlusconi odio

Se c’era un modo per dare ragione al centrodestra che sostiene come “qualcuno” strumentalizzi il caso del ridimensionamento dell’ospedale di Gallarate a fini politici, bè, coloro che si sono rifiutati di commemorare con un minuto di silenzio in consiglio comunale Silvio Berlusconi, l’hanno applicato appieno, questo modo. Una nutrita parte del pubblico presente alla riunione dell’altra sera a Palazzo Broletto ha accolto con urla e fischi la giusta richiesta di un momento di raccoglimento per la scomparsa del leader di Forza Italia. Ed è rimasta seduta invece di alzarsi in piedi, come il comune senso di pietà davanti alla morte di chiunque, anche del peggior nemico, avrebbe suggerito. Un atteggiamento, che a nostro avviso appare inaccettabile, qualunque sia il giudizio personale sul Cavaliere, sulla sua azione pubblica e, per quanto si conosce, di quella privata, imprenditoriale.  

Ora ci diranno che rifiutando il gesto di cordoglio non s’è dato spazio all’ipocrisia. Berlusconi è stato un politico divisivo, bisogna riconoscerlo. Ma è morto. E non c’è ragione alcuna per disprezzarne da subito la memoria con una risolutezza che nasconde, questo sì, un’avversione profonda, fino a sconfinare nella malevolenza pura. La quale dà appunto ragione al centrodestra quando avverte il rischio della strumentalizzazione politica nella battaglia civile per salvaguardare le prestazioni sanitarie del Sant’Antonio Abate. “Comunisti”  hanno apostrofato dai banchi di Fratelli d’Italia, attribuendo a quel “comunisti” un significato dispregiativo. Sbagliato? La circostanza era tale che certi pregiudizi finiscono anche per essere tollerati, finanche compresi, forse veritieri. Se non “comunisti” di sicuro si tratta di una scelta, quella di sbeffeggiare il minuto di silenzio in memoria di Silvio Berlusconi, che ha una matrice precisa, di sinistra. Esattamente ciò che intendono mettere in luce dal centrodestra quando affermano che attorno alle vicende ospedaliere si sta addensando della pura, deleteria propaganda.

La questione della sanità, specialmente nella fattispecie gallaratese, dovrebbe esulare da qualunque appartenenza, per il semplice motivo che appartiene a tutti. Tra le duemila persone che settimana scorsa sono scese in piazza per manifestare il loro disappunto per la dismissione dei reparti e la cancellazione di alcuni servizi di primaria importanza, c’erano anche semplici cittadini, ai quali della politica importa poco o nulla. Gallaratesi e non solo loro che vogliono che l’ospedale mantenga la sua funzione curativa e che, appunto, operi con efficienza e funzionalità. Obiettivi che riguardano certamente la politica che gestisce la sanità, in quanto deve intervenire, decidere e risolvere i problemi. Il resto, le strumentalizzazioni vere o presunte, che non sempre arrivano dalla stessa parte, appartengono al mondo che non è quello reale, della gente.

Questa però è un’altra storia. Il punto rimane il disprezzo, persino il latente odio, dimostrato in consiglio comunale nei confronti di una persona che, nel bene o nel male, che piaccia oppure no, ha avuto un ruolo primario sulla scena pubblica di questi ultimi trent’anni. Che non sia il caso di santificarlo, possiamo essere d’accordo. Che sia doveroso portargli rispetto dopo la morte, è altrettanto scontato. Vero, l’arcivescovo Mario Delpini, all’omelia durante i funerali di Stato per il Cavaliere, ha avuto parole dense, importanti, poco celebrative. Ma ha concluso con una sottolineatura che, per chi vuole capire, ha un significato enorme: “Era un uomo. Un uomo, oggi davanti a Dio” . Che diritto abbiamo di comportarci come se fossimo noi i suoi giudici ultimi?

gallarate berlusconi odio – MALPENSA24
Visited 45 times, 1 visit(s) today