Maggioni in zona industriale a Sacconago: «Degrado e niente servizi per i lavoratori»

busto arsizio maggioni sacconago

BUSTO ARSIZIO – Altro sabato, altra tappa del tour del candidato sindaco del Pd di Busto Arsizio, Maurizio Maggioni, che oggi, sabato 24 luglio, ha visitato la zona industriale di Sacconago, denunciandone il degrado e muovendo qualche proposte. «Ci sono grandi potenzialità in quest’area, soprattutto grazie alla vicinanza con Malpensa,  ma mancano servizi per operai e camionisti», denuncia Maggioni. A intervenire è stato anche il segretario del Pd cittadino, Paolo Pedotti, sostenendo che l’attuale sindaco, Emanuele Antonelli, avrebbe potuto fare di più per chiedere alla Regione l’approvazione del piano di area vasta.

Niente servizi

«L’area è priva di servizi per gli operai e gli imprenditori che ci lavorano quotidianamente: non sono presenti bar, hotel o punti di ritrovo per i camionisti che devono attendere il carico al mattino. Manca una banca, un ufficio postale e mancano servizi che possano facilitare l’accessibilità», così Maurizio Maggioni, candidato sindaco alle prossime amministrative di Busto Arsizio, introduce la sua visita alla zona industriale di Sacconago e continua parlando del difficoltoso raccordo con la stazione Nord e il resto della città. «Insomma, si tratta di un’area dove ci sono solo capannoni e purtroppo c’è disordine e degrado».

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Grandi potenzialità

Il degrado dell’area non è però l’unica preoccupazione di Maggioni. «In secondo luogo, dobbiamo considerare che la zona industriale ha potenzialità enormi data la vicinanza con Malpensa e la sua collocazione strategica nella vasta area del nord ovest della Regione». Ad esempio, il terminal di Sacconago che oggi viene potenziato offre opportunità notevoli di sviluppo per le imprese, i lavoratori, la logistica, la ricerca e la formazione, «ma – aggiunge Maggioni – occorre pensare a un luogo di coordinamento tra i portatori di diversi interessi e alla costruzione di un piano d’area vasta».

In tal senso, il candidato del Pd afferma di guardare positivamente ai risultati raggiunti dal’esperienza di Como Next, un contesto di connessione di imprese, di enti e di università: «Una Busto Next potrebbe rappresentare un punto di partenza importante per innovare e rilanciare ruolo produttivo di Busto». E il segretario cittadino del Pd, Paolo Pedotti, entra ulteriormente nel merito della proposta di rilancio dell’area industriale.

Antonelli poteva fare di più

«Rispetto al tema del piano d’area vasta, occorre fare una premessa: l’ultimo piano risale al 2009, dopodiché tale strumento è stato completamente abbandonato. Basti pensare che oggi il sindaco di Busto, in quanto Presidente della Provincia, avrebbe potuto chiedere alla regione di avviare l’iter per l’adozione di un piano di area vasta insieme alla richiesta di delegare la stessa provincia della redazione e dell’approvazione del piano sulla base della legge regionale urbanistica del 2005».

Secondo il segretario del Pd tale iniziativa avrebbe permesso ad Antonelli di gestire le linee strategiche di sviluppo dell’intera Area vasta di Malpensa che presenta potenzialità da sfruttare anche al di fuori dei comuni dove sorge l’Aeroporto. «Tale proposta, che ci impegniamo a portare alla Provincia e alla Regione qualora cambiasse l’amministrazione della città, affiancherebbe quella di estendere il regime delle zone economiche speciali anche ad aree settentrionali del paese. Crediamo- conclude Pedotti – che in seguito alla pandemia che ha colpito anche il nord del paese si debba riflettere su riformare tali strumenti per rendere più efficace l’accesso e l’utilizzo delle risorse messe a disposizione a livello europeo dal Recovery Fund».

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