Povera Forza Italia, Lega padrona

lega varese convention forza italia

Se la Lega del Varesotto cerca di riconquistare il territorio, supposto che ne abbia mai perduto le tracce, Forza Italia prova a riconquistare se stessa. Due aspetti contrastanti della stessa medaglia, quella del centrodestra, attraversato da sommovimenti di diversa origine e prospettive. La Lega, diciamo per paradosso, sembra trarre nuova linfa dall’essersi collocata d’amblée all’opposizione al governo, tant’è vero che venerdì 4 ottobre ha mosso entusiastiche truppe al circolino di Bizzozero, tutte al grido di “riconquistiamo Varese”. Sommessa, quasi in gramaglie, la convention berlusconiana di sabato 5 nel capoluogo. Riunione lontana anni luce dalle sfavillanti adunate forziste dei bei tempi andati, quando si veleggiava attorno al 30 per cento dei consensi e pareva che il mondo cominciasse e finisse tutto lì.

Adesso, dopo lo tsunami giudiziario di maggio, bisogna ricominciare per evitare che tutto finisca davvero. Operazione di sopravvivenza che genera pessimismo persino nei più scafati forzisti della provincia, nemmeno sfiorati dai sospetti dei pubblici ministeri, eppure ancora tramortiti da quanto accaduto sul versante delle indagini ai loro vecchi coriferi e amici di partito, tutti indagati. E disillusi, coloro che sono immuni dai guai giudiziari, dall’invocato rinnovamento che mai arriva ai livelli alti e, per ricaduta, mai arriva in periferia, così che si stia precipitando nei sondaggi verso un misero 5 per cento dei consensi. Un niente rispetto a quanto accade agli alleati o possibili tali di Fratelli d’Italia e della stessa Lega, oggi alla guida della ricostruenda coalizione di centrodestra per via di percentuali da leccarsi i baffi.

Da queste premesse i forzisti varesini provano a rinascere. Da queste e dalla consapevolezza che per rimanere a galla devono assoggettarsi alla Lega rampante e pimpante, salviniana o giorgettiana che sia, di lotta o di governo che sarà, euroscettica e sovranista, di destra/destra e per nulla disposta a cedere spazi amministrativi. Consapevoli, i berlusconiani, che questa Lega, nelle attuali condizioni, può fare cappotto in tutti i Comuni del Varesotto anche senza il loro sostegno elettorale.

Due aspetti della stessa medaglia, dicevamo. Due situazioni che trovano comunque diversi argomenti di contatto. Come sull’autonomia regionale, sui migranti, sul fisco, sulle infrastrutture. Temi però insufficienti a ristabilire equilibri nelle gerarchie: i piani si sono ribaltati e gli scenari potrebbero persino trasformarsi in scia alle sirene di Italia Viva, il cui canto arriva dritto alle orecchie dei cosiddetti moderati. Con tutte le conseguenze del caso. Povera Forza Italia, ci viene da dire, pronta e rinnovarsi e impossibilitata a farlo da leadership inamovibili, persino immarcescibili. Questione, questa della leadership, più volte sottolineata durante la convention di cui sopra. Questione che, ad esempio, tiene sul chi va là Agorà, l’associazione culturale che prima degli arresti di maggio, dava ossigeno vitale al partito; pronta, Agorà, a sganciarsi dalla nave ammiraglia per intraprendere nuove rotte. Allora sì che i berlusconiani in provincia di Varese evaporerebbero, se non del tutto quasi per intero.

Stabilito che nel Varesotto comanda la Lega, benché il famoso patto di Arcore, l’intesa tra Bossi e Berlusconi, le abbia sempre concesso strada libera, resta da capire che cosa sarà del centrodestra. E di Forza Italia in particolare. Commendevole lo sforzo di emendarsi da peccati e peccatucci che l’hanno minata alla base, la sensazione però non è delle più felici. Certo, il commissario Giacomo Caliendo ha offerto la propria esperienza. E alla convention di Varese è approdato Massimiliano Salini, il coordinatore regionale. Bel discorso, ottimo sermoncino sui principi, i valori e la sostanza della politica: “Dobbiamo stare dalla parte della gente”! Presi gli applausi, via per nuove, inderogabili incombenze. Bene, bravo, bis. E i parlamentari eletti in provincia? Assenti ingiustificati. Intanto i problemi del partito, dopo tre ore e passa di confronto, sono rimasti gli stessi. A Varese, Gallarate, Busto Arsizio e in tutta la provincia, dove Forza Italia conta sempre meno e la Lega sempre di più.

Lega varese convention forza italia – MALPENSA24
,