SOMMA LOMBARDO – «Per chi deve andare alle Leonardo da Vinci, è un disastro trovare parcheggio. Chi va a Maddalena deve fare i conti con il traffico e in generale con la viabilità». Per Fratelli d’Italia è diventata una battaglia: spostare temporaneamente i bimbi delle Rodari – per permettere i lavori di demolizione e ricostruzione della scuola di Somma Lombardo – è una soluzione bocciata. Ecco perché domani, 16 settembre, scenderà in piazza Vittorio Veneto con un gazebo per incontrare i genitori e fare il bilancio dei primi giorni di lezione.
I primi giorni di scuola
FdI incontra i genitori per «ascoltare le problematiche riscontrate nei primi giorni di scuola», recita il volantino. E il presidente di circolo Daniele Consonni (nella foto in alto con la capogruppo Manuela Scidurlo) rincara la dose: «Le classi trasferite alle Leonardo da Vinci? Un disastro», dice. «Alla mattina non c’è parcheggio e ora, a maggior ragione, le famiglie devono uscire di casa almeno mezz’ora prima per trovare un posto». A Maddalena, invece, «il problema è la viabilità: infatti stanno intervenendo perché davanti alle Casolo Ginelli passano mezzo pesanti». Aggiunge: «Proviamo a immaginare come fa chi ha figli che vanno in due scuole diverse. E non dimentichiamoci che, in più, devono pagare anche la mensa».
L’alternativa di FdI
Per Consonni, la soluzione «era un’altra: perché dividere gli studenti in due plessi diversi? Nella campagna dietro al centro Mossolani ci sono 50mila metri quadrati di terreni. Potevano installare i prefabbricati in quella zona, recintare l’area e posizionare qualche telecamera». Insomma, dice il presidente cittadino di FdI, «in questo modo avremmo evitato problemi di parcheggi e si creava un luogo sicuro che in futuro poteva essere riutilizzato, come campus magari. Anche perché può essere che i tre anni di spostamento annunciati possano diventare di più».
Il sottopasso
Oltre le Rodari, Consonni coglie l’occasione per tornare sulla questione sottopasso ferroviario. E punta il dito contro l’assessore Edoardo Piantanida Chiesa: «Ha preso un granchio», sottolinea. «Io non ero parte della giunta che ha chiuso il passaggio a livello: ai tempi c’era Adriano Peruzzotti ai Lavori Pubblici e Cesare Iametti al Bilancio», ricorda.
Fino all’affondo: «Vengono usati termini come “imbarazzo” e “rabbrividire“? Sono gli stessi che sento pronunciare alle persone quando notano come viene gestito il verde pubblico». Conclude: «In ogni caso, per il problema degli allagamenti al sottopasso resta da capire se c’è un sistema di risalita delle acque. Se poi ci sono altri disagi legati alle fognature nelle vie vicinie, va bene. Ma non c’entra nulla. Sarebbe emglio documentarsi prima di parlare».
