GALLARATE – «Resto a fare il sindaco di Gallarate». Con ventiquattro ore d’anticipo rispetto al termine ultimo previsto per legge per rassegnare le dimissioni, il primo cittadino Andrea Cassani annuncia che non rinuncerà anzitempo alla fascia tricolore per tentare la corsa al Parlamento alle prossime elezioni Politiche del prossimo 25 settembre.
Scelta responsabile
Cassani lo ha comunicato oggi subito dopo la consueta riunione di giunta (nella foto in alto). «Benché non ci fosse certezza alcuna sulla candidatura, ho ritenuto che fosse più responsabile rimanere sul territorio», dice. A dimostrarlo un’agenda già fitta di incontri, tra cui la conferenza stampa di domani per presentare il progetto del nuovo Its a Palazzo Minoletti a caccia del finanziamento regionale Arest.
La dichiarazione di Cassani
Di seguito la nota integrale diffusa da Andrea Cassani:
Intervengo per mettere la parola fine sulle voci riguardanti il mio futuro.
Come detto in tutte le dichiarazioni di questa ultima settimana e come ho sempre detto a tutti i giornalisti, ho sempre saputo che sarei rimasto a Gallarate. Ringrazio per gli attestati di stima da parte dei colleghi della Lega e degli altri partiti ma soprattutto i cittadini a cui confermo che rimarrò a Gallarate.
In virtù dello scenario attuale, ritengo più serio e corretto continuare ad amministrare Gallarate.
E dico ciò, al di là delle mie personali velleità e della volontà del partito.
Ovviamente alle domande sul mio futuro ho sempre risposto in modo sincero, candido e in linea con quanto già dichiarato in passato.
Chi fa il sindaco è abituato ad anteporre gli interessi della collettività ai propri e anche in questo caso sarà così.
Il consenso e la stima si devono guadagnare dal basso, ogni giorno, con impegno e sacrificio ed è quello che sto facendo da 6 anni e che continuerò fare volentieri per i miei cittadini.
Sono certo che chiunque sarà candidato nelle liste della Lega farà bene e credo opportuno a questo punto parlare di programmi perché i nostri cittadini e gli stessi Enti Locali sono in grave difficoltà finanziarie e servirà presto un nuovo governo che possa sostenere i cittadini, le imprese e i Comuni che a causa degli aumenti smisurati dell’energia saranno costretti a tagliare molti servizi per i cittadini.
Roma e Gallarate
Nonostante l’epilogo sia stato il più ovvio, non era così scontato. Cassani non ha mai nascosto l’ambizione di arrivare un giorno a sedere a Montecitorio e in questi giorni è stato molto vicino a realizzare un sogno che, ha detto in alcune interviste, coltiva sin da ragazzo. Salvini ha più volte espresso stima nei suoi confronti e anche stavolta non avrebbe affatto detto di “no” a priori a una sua promozione a Roma, ma per una serie di fattori hanno convenuto che le elezioni anticipate di settembre non fossero il momento opportuno. Cassani, infatti, è stato rieletto soltanto nove mesi fa e – nonostante macroscopiche eccezioni del passato anche in provincia di Varese – non è consuetudine in Lega fare dimettere i propri sindaci anzitempo. C’è poi da considerare che, tra la riduzione del numero di parlamentari e il Carroccio in calo nei sondaggi rispetto al 2018, il leader della Lega si trova già costretto a sfoltire ampiamente la rosa di chi parlamentare lo è già e dunque lo spazio per i nuovi è davvero risicatissimo. C’è infine una questione temporale: Salvini in questi giorni, dicono i suoi, «ostenta ribrezzo» a chiunque si azzardi a parlargli di un «tema volgare» come i collegi. «Noi chiederemo di partire dai programmi», continua a ripetere agli alleati alla ricerca di un accordo che ufficialmente non è ancora stato siglato. Di candidature, dunque, probabilmente nel centrodestra si incomincerà a discutere seriamente nelle prossime due settimane. Ma per i sindaci delle città sopra i 20mila abitanti che ambiscono al Parlamento il tempo per dimettersi scade domani.
