Campus di Beata Giuliana, Cornacchia: «Fermi tutti. Troppi i punti oscuri»

campus beata giuliana antonelli

BUSTO ARSIZIO – Palaginnastica e Campus di Beata Giuliana: «Fermi tutti. Troppi i punti oscuri sui quali il sindaco Emanuele Antonelli, sornione qual è, dovrebbe fare luce in consiglio comunale». Lo afferma il consigliere di maggioranza del gruppo Misto Diego Cornacchia, il quale oggi, mercoledì 22 gennaio, ha depositato una lunga interrogazione a Palazzo Gilardoni, nella quale ricostruisce la vicenda e dettaglia tutta una serie di passaggi, liquidati in sala esagonale, piuttosto frettolosamente, dal primo cittadino in risposta ai dubbi di Massimo Brugnone (Italia Viva), che per primo sollevò la questione della società fallita. Ricevendo come risposta che le due Noka (quella fallita e la service) sono società diverse, «quando invece – dice Cornacchia – ci sono molte coincidenze».

cornacchia candidatura antonelliTra i passaggi da chiarire Cornacchia evidenzia che dagli atti emerge che «della Noka srl, quella fallita per intenderci, si parla anche nella delibera del 23 luglio 2019 in qualità di proponente dell’intero progetto»; che nulla si sa di «quando sia subentrata nell’affare la Noka service e quando la società fallita ha ritirato la proposta originaria». E ancora: «l’errore materiale della delibera di dicembre 2019, corretto con determina dal dirigente, è privo di efficacia». Insomma conclude Cornacchia «il sindaco e la giunta, viste le anomalie verificatesi sin dall’inizio dell’iter procedurale per  il cosiddetto “Campus Beata Giuliana”, dovrebbero meditare di invalidarlo al fine di non incorrere in sanzioni o impugnative di sorta oppure in spiacevoli inconvenienti o danni per il Comune».

Dal roboante annuncio all’errore materiale

Scrive Cornacchia: «Antonelli, sornione qual è, durante la seduta del Consiglio del 23 luglio 2019,  annunciò che “Il palaginnastica si farà”. E confidò pure che la prima pietra sarebbe stata posata entro gennaio del 2020 e che il cantiere si sarebbe chiuso entro la fine dell’anno in corso». Invece niente lavori (per ora), ma solo una lunga serie di dubbi. E di coincidenze.

Come quella del fallimento della Noka srl, sancito dal tribunale di Busto il 24 luglio 2019, ovvero un giorno dopo l’approvazione (avvenuta il 23 luglio 2019) della proposta del progetto di finanza per il Campus e l’affidamento della progettazione esecutiva avvenuta con delibera 265 dove si legge che la società proponente è appunto la Noka srl. La quale ha presentato la documentazione a Palazzo Gilardoni il 22 luglio 2019, giorno in cui gli uffici competenti, congiuntamente, hanno verificato e dato l’ok alla sostenibilità tecnica e alla conformità urbanistica. «Tutto in 24 ore – commenta Cornacchia – In considerazione dell’importanza, anche economica, del progetto e dell’intervento».

Il fallimento di Noka srl

Nell’interrogazione poi il consigliere punta l’attenzione sul fallimento di Noka srl.

Con un minimo di cognizione di causa, non solo per l’incarico che Lei sindaco temporaneamente occupa, ma per l’attività professionale, che magari più stabilmente svolge anche a volte di curatore fallimentare, si sarebbe potuto accertare oppure apprendere che sin dal 6 giugno, su iniziativa della Procura di Busto Arsizio, pendeva l’istanza per la dichiarazione di fallimento di Noka srl. Fallimento poi intervenuto con sentenza del Tribunale n 85/2019 del 24 luglio, giorno successivo a quello del deliberato della giunta.

E ancora:

La sentenza di fallimento enuclea specifici motivi per i quali la situazione debitoria di Noka srl doveva da tempo ritenersi di ampia insolvenza; così come pure la decisione pone in evidenza la inesistente capacità dell’impresa di accedere ad ogni sorta di credito e ciò pure per la dubbia ed assoluta incapacità di investire nelle attività produttive da parte dei soci che conferivano a determinare il capitale sociale. Discredita la società, chi la rappresentava ed i soci che la componevano affermando pure che un tentativo di introitare risorse dalla Regione Sicilia per una sorta di progetto ivi presentato è stato sconfessato e ritenuto come una sorta di bluff.

Due società, le stesse persone

Cornacchia poi mette sul tavolo la composizione della Noka srl e della Noka service, evidenziando che cambiamo gli amministratori delegati, «anche se potrebbero avere però un legame di parentela in quanto entrambi olandesi e residente a Besnate in via Jerago al medesimo numero civico», ma che la componente sociale rimane quasi del tutto inalterata (da una società all’altra) sia nei nomi che nelle quote. «Quando invece il sindaco, in consiglio, obiettò sostenendo che si trattava di nuova e diversa società».

La firma del sindaco leghista di Morazzone

Nell’interrogazione del consigliere poi spunta anche il nome dell’architetto Maurizio Mazzucchelli, la cui firma è posta sotto il progetto  del Campus di Beata Giuliana. E Cornacchia chiede se si tratta di un caso di omonimia, oppure del sindaco leghista di Morazzone.

Cosa deve chiarire Antonelli

  • Quali rapporti il sindaco o chi per esso ha intrattenuto con il responsabile di Noka?
  • Quali sono i referenti tecnici di Noka srl e Noka service ai quali l’amministrazione comunale si è rivolta per la predisposizione e la stesura del progetto di finanza?
  • Il sindaco (personalmente) e la struttura dirigenziale hanno assunto informazioni sullo stato patrimoniale della società proponente (Noka srl) e sulla capacità progettuale e poi realizzativa e gestionale dell’intervento seppur attraverso l’indicato Rti?
  • Su quali basi ed elementi il sindaco ha fondato il proprio convincimento circa la solidità economica-finanziaria oltre che sulla credibilità dei soggetti rappresentanti la società proponente?
  • Il sindaco, anche a posteriori, ritiene lecito che la società, sulla quale pendeva istanza di fallimento da parte della Procura sin dal 6 giugno 2019, potesse  intrattenere rapporti istituzionali al fine del perfezionamento della proposta di progetto di finanza?
  • Quando Noka service srl è subentrata nell’”affare” in sostituzione di Noka srl. Invero con quale sorta di comunicazione Noka srl ha ritirato la originaria proposta ed in quale occasione Noka Service ha comunicato di farla propria?

A quando le risposte?

Interrogativi che avrebbero già meritato una risposta quando Brugnone sollevò il caso. E che ora, con una richiesta ufficiale, non è più rinviabile. Al fine di tranquillizzare sia l’apparato politico amministrativo, sia l’opinione pubblica, tanto più che in ballo c’è un progetto da 22 milioni di euro, 4 e mezzo dei quali finanziati da Palazzo Gilardoni e una porzione di città che per trent’anni viene di fatto ceduta ai gestori del Campus.

LEGGI ANCHE

campus beata giuliana cornacchia – MALPENSA24