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legnano bergamo hiv fasttrackcities
ALTO MILANESE

I sindaci di Legnano e Bergamo uniti nel contrasto all’Hiv con Fast Track Cities

21/02/2024 Andrea Accorsi
LEGNANO – Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, e quello di Legnano, Lorenzo Radice, uniti nella lotta al virus dell’Hiv. I due amministratori pubblici si sono incontrati ieri, martedì 20 febbraio, a Palazzo Malinverni (nella foto) per [leggi]
parabiago polizialocale furto ladro
ALTO MILANESE

Ruba in negozio a Parabiago, preso dopo le indagini della Polizia locale

21/02/2024 redazione
PARABIAGO – Ruba in un negozio della città, ma viene individuato e denunciato dopo le indagini della Polizia locale. È avvenuto a Parabiago, dove nei giorni scorsi il Comando della PL era stato informato di un furto aggravato avvenuto [leggi]
rescaldina disabili centrodiurno snoezelen
ALTO MILANESE

Il Centro diurno disabili di Rescaldina apre stanza multisensoriale “Snoezelen”

21/02/2024 redazione
RESCALDINA – Una “stanza multisensoriale” secondo il Progetto Snoezelen. È stata realizzata al Centro diurno disabili (Cdd) di Rescaldina (nella foto) grazie alla fattiva collaborazione della Proloco e della Consulta cittadina insieme alle associazioni dei negozianti. Il Progetto Snoezelen [leggi]
legnano sanità asstovestmilanese fondazioneiseni
ALTO MILANESE

«Potenziare le eccellenze» la “terapia” del dg Laurelli per l’Asst del Legnanese

20/02/2024 Andrea Accorsi
LEGNANO – Un potenziamento sul piano tecnologico e un aggiornamento strutturale complessivo di alcune strutture ospedaliere dell’Asst. Ma anche un potenziamento di tutti i servizi dell’ospedale di Legnano, che possono far leva sulle prestazioni di alto livello [leggi]
legnano palio fondazione tradizioni
ALTO MILANESE

Nuovi sponsor in arrivo e bilancio più ricco per la Fondazione Palio di Legnano

20/02/2024 redazione
LEGNANO – Il comitato di indirizzo di Fondazione Palio di Legnano Ets (nella foto, la presentazione della Fondazione nel 2022) si è riunito ieri, lunedì 19 febbraio, con all’ordine del giorno tre punti di grande rilievo: l’approvazione [leggi]
ALTO MILANESE

Doppia truffa a domicilio messa a segno da finto tecnico dell’acqua a Castano

20/02/2024 redazione
CASTANO PRIMO – «Buongiorno, sono un tecnico incaricato per un controllo dall’azienda dell’acqua». Con questa scusa un uomo si è fatto aprire la porta di casa dagli inquilini di due appartamenti dello stesso palazzo a Castano Primo, per derubarli. [leggi]
legnano castorosport inclusione disabilità
ALTO MILANESE

Partito da Castellanza il tour di gare della Castoro Sport Legnano per l’inclusione

20/02/2024 redazione
LEGNANO – Si chiama “Insieme possiamo” ed è il progetto avviato domenica scorsa, 19 febbraio, al Palaborsani di Castellanza con le partite di basket, che porterà gli atleti della Castoro Sport Asd Legnano a condividere la passione [leggi]
Cardano gallarate disabile processo
ALTO MILANESE

Processo Piazza Pulita, l’Anm: «Procedimenti corretti, critiche ingiuste»

19/02/2024 Simona Carnaghi
LEGNANO – La Lega chiede al ministro Carlo Nordio «di valutare un’iniziativa ispettiva sui magistrati di Busto Arsizio». Ora la sottosezione locale dell’Associazione Nazionali Magistrati replica: «L’indipendenza della magistratura è principio cardine della democrazia. Gli [leggi]
rescaldina bosco rugareto bonifica
ALTO MILANESE

“Terre nere” di Rescaldina, «smaltita così la polpetta avvelenata del centrodestra»

19/02/2024 Andrea Accorsi
RESCALDINA – Una barriera naturale e una “biostuoia” biodegradabile per contenere i materiali contaminati e un progetto di messa in sicurezza permanente (Misp) di cui sono in corso le procedure per ottenere le autorizzazioni necessarie in [leggi]
legnano itafrica ebolowa gemellaggio
ALTO MILANESE

Partiti per Ebolowa due container di materiale ospedaliero raccolto a Legnano

19/02/2024 redazione
LEGNANO – Terminate tutte le procedure burocratiche necessarie all’invio e allo sdoganamento, sono partiti dal porto di Genova i due container di attrezzature e materiale ospedaliero dismesso destinati alla città di Ebolowa in Camerun gemellata con Legnano [leggi]

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    07/11/2026
  • Nella seconda metà del secolo scorso la città di Gallarate ha fatto fatica a fare i conti con la propria storia. Per cinquant’anni ha preferito coprire tutto con un velo che si riteneva opportuno (e, per certi versi, anche necessario e pietoso). Nei primi anni del dopoguerra, ancora negli anni ’40, c’era stata l’Amministrazione della Liberazione, quella di Luigi Fabbrini, sostenuta da tutte le forze politiche antifasciste, e poi una seconda Giunta, in rappresentanza di una sorta di “Fronte Popolare allargato”, sostenuta del Socialisti, Comunisti, Azionisti e Repubblicani con Sindaco Francesco Buffoni. Sono stati gli anni della ricostruzione in una situazione di emergenza, Dagli anni ’50 in poi, e fino al 1975, abbiamo avuto amministrazioni con Sindaci democristiani alle prese con i problemi dello sviluppo impetuoso della città industriale, e con le prime due grandi ondate migratorie dal Veneto e dal Meridione. Dal ’75 alla fine del secolo abbiamo poi cercato di gestire una trasformazione derivante dal progressivo declino dell’industria, che si cercava di arginare con uno sviluppo dei servizi. In questo clima, con queste evidenti priorità, non c’è stato tanto tempo - né molto interesse -per lo studio e il recupero della nostra Storia, non solo quella ancora scottante della prima parte del ‘900 (con amministrazioni democratiche, socialiste, fasciste e antifasciste) ma anche quella di tutto il secolo precedente, Risorgimento compreso. Se andiamo a sfogliare i bollettini della Società Gallaratese degli Studi Patri pubblicati nella seconda metà del ‘900 ce ne rendiamo conto. C’erano altre priorità, ma c’era anche la comprensibile necessità, relativamente ai primi cinquant’anni del secolo, di lasciar decantare una memoria che, per molti versi, era meglio lasciare coperta. Gallarate, in fondo, era ancora un “paesone” dove ci si conosceva tutti – a parte la massa dei nuovi immigrati – e dove era meglio non andare a tirar fuori quello che era rimasto in tanti armadi che erano stati chiusi il 26 aprile del 1945. Diversi fascisti della prima ora si erano progressivamente allontanati dal regime già negli anni più bui ed erano tornati ad esercitare nei negozi, nelle fabbriche e negli studi professionali. Solo i più esaltati erano rimasti fino all’ultimo; alcuni – pochi - avevano pagato con la vita e quasi tutti gli altri, amnistiati, avevano spesso preferito trasferirsi, a volte recuperando cariche nella pubblica amministrazione, o nella pubblica sicurezza, in altre città. Così tutto è rimasto sotto un velo per cinquant’anni Pensiamo alle tragiche vicende di Clara Pirani Cardosi e di Lotte Froelich Mazzucchelli. La prima era la moglie del preside della più prestigiosa scuola superiore di Gallarate. Eppure in quel Liceo, per cinquant’anni, nessuno ha mai tirato fuori quel “problema nascosto”, quello della moglie del Preside arrestata proprio di fronte alla scuola e portata in un campo di sterminio solo perché era nata ebrea. A chi frequentava quella scuola nessuno lo diceva, in quegli anni. Tutto sotto un velo. E così per Lotte, nonostante fosse stata la moglie di un avvocato socialista, amministratore comunale nel dopoguerra. Anche nel suo caso, tutto sotto un velo per cinquant’anni. Ma questo vale anche per altre memorie storiche cittadine, più antiche. Si pensi, per esempio, al Sipario Risorgimentale del Teatro Condominio, non solo di grande valore storico ma anche artistico, considerando l’attribuzione all’Induno. Un sipario che era rimasto abbandonato in condizioni pietose per decenni in Palazzo Broletto, nell’assoluto disinteresse di chi aveva il compito e la responsabilità di curane la conservazione. Una tela che il FAI aveva meritoriamente recuperato e messo in sicurezza con la collaborazione della Amministrazione Guenzani ma che adesso, da dieci anni, giace nuovamente in un corridoio, questa volta nel deposito della ex Galleria d’arte di Viale Milano. A nostro avviso le due questioni – sipario e affresco - viaggiano in parallelo. Ma questo vale anche per il Cimitero Monumentale del Boito e per una serie di monumenti storici e artistici che all’interno del camposanto giacciono in deplorevole stato di abbandono. E così per tante altre memorie che sarebbe lungo citare; perfino i documenti del Comitato di Liberazione Nazionale di Gallarate non erano mai stati consegnati all’Archivio Nazionale, e così le carte delle Brigate Nere. Solo l’impegno del compianto Direttore della Biblioteca, Giovanni Mariani, ha permesso il successivo recupero di alcuni di quei documenti, che erano stati custoditi dall’ex Sindaco Pasta ma che erano solo una parte di un ben più vasto archivio in gran parte disperso (o fatto sparire) e che nessuno ha mai cercato di ritrovare e restituire alla nostra Storia. E’ in questo quadro che si colloca la vicenda dell’affresco rimasto celato all’interno del salone di rappresentanza di Palazzo Minoletti, sotto uno strato di calce, per più di 80 anni. Celato quando il palazzo era diventato Casa Matteotti, quando fu utilizzato come sede di una cooperativa popolare di consumo, quando – passato allo Stato - divenne Ufficio Postale e poi Ufficio del Dazio e delle Imposte, prima di ritornare proprietà del Comune. Noi crediamo che nessun appassionato di storia possa accettare che una qualsiasi forme di “damnatio memoriae”, comunque giustificata, possa comportare la cancellazione perpetua di una memoria storica. Noi pensiamo quindi che, così come per altre componenti del patrimonio storico comunale, dovrà arrivare anche il momento di un recupero dell’affresco. Al di là di questo particolare, noi crediamo che ci debba comunque essere, relativamente a questa specifica iniziativa, tutta una serie di approfondite considerazioni preliminari che sono assolutamente necessarie: sui tempi, sulle modalità, sulla finalità, sulla compatibilità rispetto all’uso dell’immobile, sulla contestualizzazione, sul soggetto promotore e su quello responsabile delle modalità di presentazione e, non da ultimo sulla sostenibilità finanziaria. Ci sembra giusto che l’Architetto Scaltritti abbia oggi sollevato il problema, in base alle sue conoscenze e valutazioni. Riteniamo che questa possa essere una prima tappa, preliminare rispetto a una riflessione più generale sulla conservazione di tutto il patrimonio storico cittadino. Nel caso specifico dell’affresco - che noi leghiamo comunque a tutte le altre situazioni in città dove a nostro avviso sono necessari interventi anche più urgenti e più importanti - ci sono degli aspetti peculiari da tenere in attenta considerazione. Ci limitiamo a ricordare il primo - il più evidente - che già in molti hanno citato. L’affresco non è in un qualsiasi edificio pubblico, è collocato in un ambito molto delicato che l’Amministrazione Comunale ha voluto affidare a un ente privato con finalità di istruzione ai giovani. Questo comporta una particolare attenzione alla contestualizzazione storica dell’opera con anche una adeguata presentazione del suo significato (pensiamo anche solo alla figura di quegli uomini che, come antichi schiavi egizi, edificano la città sotto l’immagine del Duce a cavallo). Già le “sgrammaticature” presenti nei pannelli posizionati fuori dall’edificio – quelli che vorrebbero sintetizzarne la storia ma che riescono solo a banalizzarla – dimostrano purtroppo, a nostro avviso, una colpevole faciloneria nel modo in cui viene oggi affrontato questo aspetto. In primavera la dirigenza della scuola aveva assicurato che sarebbe intervenuta; sono passati più di sei mesi e stiamo ancora aspettando. Anche in questa ottica, dobbiamo respingere oggi un metodo che si riduce al confronto fra una serie di proposte estemporanee, a volte fantasiose o addirittura fantascientifiche. Occorre a nostro avviso, al contrario, mettere insieme e avviare in modo ponderato e consapevole un adeguato concerto di competenze storiche e artistiche, per valutare quale possa essere innanzitutto il programma complessivo della conservazione del patrimonio cittadino in modo da potervi poi inserire, nel rispetto della complessità del problema, le singole iniziative necessarie con le conseguenti priorità. gallarate affresco duce minoletti
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