Comi indagata anche per corruzione. Caianiello al Riesame: «Liberatemi»

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MILANOLara Comi indagata anche per corruzione. Nuova accusa per l’europarlamentare di Forza Italia che domenica 26 maggio ha incassato quasi 31mila voti. Comi era già indagata per finanziamento illecito. La precedente imputazione dell’eurodeputata è legata a quella di Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia e presidente dell’azienda Officine Meccaniche Rezzatesi con sede nel Bresciano.

«Mai chiesto o ricevuto denaro»

Comi è accusata ora di corruzione in concorso con Giuseppe Zingale e l’avvocato milanese Maria Teresa Bergamaschi. Interrogata dai pm milanesi che coordinano l’inchiesta Mensa dei poveri che ha annullato Forza Italia in Lombardia e ha portato all’arresto del plenipotenziario di Fi in provincia di Varese Nino Caianiello, la Bergamaschi, che per altro aveva firmato una consulenza da 21 mila euro con Afol Metropolitana di cui Zingale (a sua volta indagato) era direttore generale, ha dichiarato di aver conosciuto Zingale attraverso la Comi e di averlo incontrato una sola volta alla presenza di Caianiello stesso, considerato il burattinaio del sistema politico-corruttivo tra Varese e Milano. A dicembre 2018 un sms di Comi alla Bergamaschi: «Zingale vorrà il regalo di Natale». L’avvocatessa si sarebbe piegata alla richiesta rinunciando a un compenso da 5mila euro e facendo figurare un’altra consulenza fittizia da 5mila euro, somme che sarebbero state recapitate all’europarlamentare che però avrebbe già smentito di aver chiesto o ricevuto denaro. Per la Bergamaschi questo denaro era la mazzetta da destinare a Zingale che, però, a sua volta tramite il legale Francesca Cramis smentisce di aver ricevuto denaro. Intanto domani mercoledì 29 maggio proprio il mullah Caianiello, assistito dall’avvocato Tiberio Massironi, comparirà davanti al tribunale del Riesame che sino ad oggi non ha revocato nessuna misura di custodia cautelare a carico degli indagati. Anche Caianiello chiederà di tornare in libertà. 

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