CASORATE SEMPIONE – Servirà (almeno) un altro anno per chiudere la pratica delle compensazioni ambientali legate al progetto ferroviario Gallarate-Malpensa (in alto, una foto del cantiere dello scorso febbraio). L’iter – suddiviso in più fasi che comprendono le trattative per l’acquisizione delle aree e le relative progettazioni – ha richiesto più tempo rispetto ai termini stabiliti, ovvero giugno 2024. Ecco perché il Parco del Ticino ha chiesto una proroga al 2025, la nuova scadenza per concludere una volta per tutte il percorso che porterà a recuperare e riconvertire a verde (con un procedimento di de-impermeabilizzazione) un totale di 40mila metri quadrati di superficie oggi a cemento.
Un’operazione «complessa»
Una scelta dettata dalla «complessità dell’operazione che si sta svolgendo», spiega il presidente del Parco del Ticino, Claudio De Paola. «Con interventi che implicano un lavoro di decostruzione e che sono suddivisi in più fasi tra cui l’acquisizione delle aree e le progettazioni esecutive». Insomma un procedimento articolato e fatto di trattative – anche coi privati – che allungano i tempi tecnici. Non che non fosse già stata prevista la necessità di richiedere ulteriore tempo per concludere tutti i passaggi legati all’iter. Anzi, chiarisce De Paola: «Sapevamo dall’inizio che non sarebbe bastata la scadenza a giugno 2024, quindi nella convenzione avevamo già previsto un’eventuale proroga».
Le compensazioni ambientali
Gli interventi in questione rientrano nei 3,4 milioni di euro in compensazioni ambientali accettati dal Parco durante le trattative con le realtà coinvolte nell’opera ferroviaria (lavori che oggi procedono a vele spiegate). Ad aprile dello scorso anno, proprio il Parco durante l’assemblea dei sindaci ha chiesto il mandato per l’acquisizione delle aree. Si trattava del primo passo verso quegli interventi di riconversione a verde nei territori coinvolti dal progetto.
Casorate, Somma, Cardano, Gallarate
Casorate Sempione è il paese che paga più lo scotto dell’intervento. Come compensazione è stata individuata l’area privata dell’ex Tintoria in via Milano, dove è previsto un parco urbano. Un’altra zona, sempre privata, è quella dell’ex Scuderia in via del Longino, bruciata parecchi anni fa e ora da rimboschire. Di recente è emersa anche l’ipotesi ex oratorio femminile: luogo cementificato, in capo alla parrocchia, da trasformare in un prato pubblico.
Tre le zone a Somma Lombardo. Una è l’ex depuratore di Maddalena, di proprietà comunale. La seconda invece, sempre pubblica, riguarda un tratto di via Processione. L’ultima è privata: l’ex cava di via Canottieri, da decostruire oltre che convertire a verde.
Anche a Gallarate sono state identificate tre aree. Una pubblica, ovvero il tratto di strada Ss336 via Sicilia Ovest, che è una strada dismessa. Le altre due sono private: l’ex centrale del latte di via Adamello e la ex fabbrica di via Catalafimi.
Infine Cardano al Campo, con un’area pubblica. Si tratta dell’edificio pertinenziale all’ex cava.
