Gallarate, parlano gli ex Amsc: “Abbiamo trovato una scatola vuota»

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GALLARATE – Spinti a lasciare il posto di comando di Amsc dopo che il sindaco di Gallarate Andrea Cassani, in consiglio comunale, dichiarava di provare vergogna per come era stata gestita la società municipalizzata e in particolare la lunga fase di chiusura della piscina Moriggia. A ventisette giorni di distanza dalle loro dimissioni, l’ex presidente di Amsc Roberto Campari e la vice Micaela Mora, nominati rispettivamente in quota Lega e Forza Italia, rompono il silenzio per difendere il loro operato. «Abbiamo prestato la nostra professionalità alla politica ed è stata una scelta che abbiamo pagato a caro prezzo», dice Campari. «Abbiamo fatto un lavoro immane e ottenuto dei risultati importanti, ma la nostra immagine pubblica è stata bistrattata».

Una scatola vuota

Secondo l’ex presidente, poche settimane dopo la sua nomina si è accorto di avere in mano «una scatola vuota», così com’è stata lasciata dal centrosinistra dopo il trasferimento di decine di dipendenti in Alfa. Per di più con una serie di contenziosi legali aperti, onerosi e  definiti molto complessi. «Si erano portati via persino i documenti. L’ufficio personale non soltanto era stato azzerato, ma fisicamente smantellato, proprio come il settore amministrativo e contabile. Avevano ceduto ad Alfa persino i commessi della piscina, che abbiamo dovuto assumere tramite agenzia interinale con un costo superiore al 30 per cento»

Risultati positivi

In queste condizioni, «e lavorando sull’efficienza dei conti», Campari sostiene di aver comunque ridotto la perdita di Amsc dai 4 milioni di euro del 2016 agli 800mila stimati a fine 2018. «Non l’abbiamo riportata in utile, ma capite anche voi da dove siamo partiti». Tra i tanti meriti che l’ex presidente rivendica c’è il capitolo relativo ai contenziosi con i Comuni ex soci: «Erano ben sedici: avevamo crediti per 7 milioni di euro che abbiamo ridotto a 3,2, e i debiti per la depurazione sono scesi da 3,2 a un milione».

La Piscina Moriggia

Che i costi del personale della piscina fossero alti lo sapevano anche loro, tanto che, sostiene Mora, già nel 2016 proposero la costituzione di una Ssd (società sportiva dilettantistica) per tentar di far quadrare i bilanci. «In Comune ci dissero che era una cazzata. Il risultato è che tuttora non c’è personale in piscina. E se anche la Moriggia fosse stata pronta lo scorso primo settembre non avrebbe mai riaperto, perché il problema vero oggi è il personale. Avremmo potuto risolverlo due anni fa».

Bastoni tra le ruote

Problemi nella gestione delle risorse umane, spiega Mora, li hanno avuti anche nelle farmacie. «Eravamo pieni di interinali che continuavano a cambiare perché il Comune non ci ha mai concesso una deroga per assumere a tempo indeterminato». Secondo la vicepresidente, il socio – ovvero il Comune – si è disinteressato di Amsc per oltre due anni. «L’unica cosa che ci dicevano è di stare lì noi, di tenere basso il livello di consulenze. Ma se fossero venuti almeno una volta in azienda si sarebbero accorti di quello che succedeva,  e invece l’azionista si è disinteressato di Amsc per due anni. Siamo stati fatti passare per persone che rubavano lo stipendio, quando invece ci siamo rimboccati le maniche sopperendo spesso alla mancanza di quadri e dirigenti. Sottolineo, peraltro, che il mio compenso in Amsc era di 450 euro al mese e quello del presidente ammontava a meno del doppio».

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