Rosita Missoni al Maga di Gallarate: «Arrossii la prima volta che Ottavio mi vide»

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GALLARATE – Sul treno, uno di fronte all’altro, che da Londra portava a Brighton. «Io alzo gli occhi e in quella l’Ottavio mi guarda: sono diventata rossa come i guanti che indosso oggi». Proprio in quell’istante nacque il mito Missoni, un amore sbocciato nella torrida estate del 1948 in cui Londra ospitò le Olimpiadi. Questo e altri aneddoti ha raccontato a Gallarate stamattina, 17 febbraio, Rosita Missoni, ospite al museo Maga per inaugurare il nuovo allestimento della “Sala Arazzi” realizzato in collaborazione con la fondazione di famiglia per celebrare i 100 anni dalla nascita di Ottavio.

Vedrai che vince

Rosita aveva 16 anni e si trovava a Londra per perfezionare il suo inglese. Insieme ad altre sue compagne si recò allo stadio di Wembley, proprio il giorno in cui Ottavio si giocava la qualificazione alle semifinali nei 400 metri ostacoli. «Vedo uscire un italiano con il 331 sul pettorale. Non lo avevo mai visto né conosciuto, ma dissi alla mia amica: vedrai che vince. La somma dei numeri dava 7, da sempre il numero fortunato dei miei nonni. E infatti vinse la sua batteria». Quel giorno non riuscì a osservarlo bene, «ricordo soltanto che continuava a bere e sputare».

L’incontro con Matusalemme

Il primo vero incontro avvenne quindici giorni dopo. La presidente dell’Atletica Gallaratese, con cui Rosita si trovava a Londra, le disse che due atleti olimpici avrebbero trascorso la domenica insieme al loro gruppo a Brighton. Tra loro c’era anche il Tai. «Aveva un fisico fantastico, era vestito con un’uniforme di panno azzurro col doppiopetto e pantaloni di flanella grigia. Era bellissimo». Salirono sul treno e se lo trovò di fronte. Scoccò la scintilla, anche se Rosita, quando seppe l’età del suo futuro marito, le venne un colpo: «Ventisette anni? Per me era come se fosse Matusalemme».

Da Gallarate a Sumirago

Il resto è storia, un successo mondiale nato nel 1953 in uno scantinato di Gallarate da 100 metri quadrati prima del trasferimento nella casa-atelier di Sumirago. «In quegli anni tutti andavano in città, mentre lui mi portò a vedere un terreno agricolo tra i vigneti e con una vista meravigliosa sul Monte Rosa, che ti parlava. Mi disse: qui costruiamo la nostra fabbrica, a Milano se vogliamo ci andiamo per il weekend».
Il sindaco Andrea Cassani, presente questa mattina al Maga, ha ricordato il forte legame che unisce la Città dei Due Galli ai Missoni, premiati tre anni fa con la benemerenza civica. Accanto a lui gli assessori Massimo Palazzi (Cultura) e Claudia Mazzetti (Attività produttive e Musei), che ha detto: «Dopo un anno nero è di buon auspicio iniziare l’anno del Maga con il colore, che voi avete portato in tutto il mondo insieme alla moda e al Made in Italy».

Cent’anni fa nasceva Ottavio Missoni. Il Maga lo celebra con una mostra

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