I tifosi della Pro Patria: “Busto barzelletta di Varese, ora ridateci il Carletto Reguzzoni”

busto arsizio presentazione pro patria 2019-2020
busto arsizio presentazione pro patria 2019-2020

BUSTO ARSIZIO – Oggi, 9 settembre, scade la dead line per la presentazione delle relazioni per l’utilizzo del “Carletto Reguzzoni”, impianto che i tifosi biancoblù chiedono a gran voce venga assegnato alla Pro Patria, come simbolico risarcimento sia per lo smacco inflitto alla città dalla cessione del titolo di serie D dal Busto 81 al Varese, sia per gli sforzi compiuti dalla presidentessa bustocca Patrizia Testa, capace di riportare nel calcio professionistico la squadra simbolo della città. Ma l’assegnazione del campo  (il primo campo della storia della Pro Patria), specie dopo il grido d’allarme lanciato da via Ca’ Bianca, rischia di assumere un significato politico da non sottovalutare anche alla luce dei sottili equilibri politici a Palazzo Gilardoni in vista delle future elezioni.

Pro Patria Clubs

L’assegnazione non sarebbe nemmeno da mettere in discussionepuntualizza il presidente dello storico club del tifo biancoblù – il Busto 81, dopo aver fatto la sua scelta, adesso vorrebbe ripartire dalla terza categoria, dopo che in passato era andato a giocare a Solbiate Arno (dismettendo i colori biancorossi della città). Mi stupisco di come a Busto possa esistere il dubbio su chi destinare l’impianto di via Valle Olona, peraltro primo stadio della Pro Patria e non a caso intitolato ad una leggenda tigrotta. Solo pensare di non assegnarlo alla Pro sarebbe offensivo verso Patrizia Testa, la Pro Patria, la sua storia, la sua tifoseria e la Città di Busto.

Il Tigrotto

Noi pensiamo – fa sapere il presidente Simone Lamperti – che il comportamento più giusto da parte del Comune sarebbe stata l’assegnazione diretta alla Pro Patria, senza neanche fare questo pseudo bando. Del resto la Pro Patria è la squadra che rappresenta la città di Busto Arsizio in Italia: e noi de il Tigrotto che, in trasferta giriamo il Paese da nord a sud, lo sappiamo bene. Avere finalmente in città un campo adibito alle giovanili biancoblù, oltre a ripagare i sacrifici compiuti da Patrizia Testa per riportare e mantenere la squadra di Busto nel calcio professionistico, permetterebbe al Comune di mettere una pezza ad una situazione assolutamente vergognosa che si trascina da troppi anni. Ora è arrivato il momento di dire basta, specie dopo lo smacco fatto dal Busto 81 a tutta la città. Assegnare il campo al Busto 81 sarebbe come accettare la superiorità di Varese: e noi di Busto non siamo secondi a nessuno.

Ultras Pro Patria 1919

La nostra posizione – la nota ufficiale degli Ultras Pro Patria 1919 – rimane ferma e imprescindibile: la concessione va data senza se e senza ma alla Pro Patria! In queste settimane abbiamo seguito con attenzione l’evolversi di questa “grottesca” vicenda e la nostra opinione non è per niente cambiata. La società ha già dimostrato con l’inizio di questa stagione che il progetto si basa su un punto fermo che è quello della valorizzazione dei giovani, basta vedere il contratto professionistico offerto a Molinari (prodotto del vivaio insieme a Ghioldi), oppure l’approdo al ritiro di cinque Berretti; quindi il messaggio è chiaro: le giovanili sono le fondamenta di un progetto che porta fino alla prima squadra. Siamo certi che, con l’assegnazione dello stadio di via Valle Olona alla Pro Patria, la nostra società saprebbe valorizzare ancor di più il potenziale delle proprie giovanili.

Pro Patria Museum

È ora che Busto, nelle sue istituzioni, dia un segno tangibile di considerazione nei confronti della gloriosa storia centenaria della Pro Patria, fiore all’occhiello della città. Pertanto il Pro Patria Museum chiede con forza di destinare ai giovani tigrotti il campo “Carlo Reguzzoni”,  primo campo della Pro Patria, peraltro intitolato ad una leggenda della storia biancoblù. A Busto avere a cuore la Pro è un onore: chi non sente questo sentimento, può pure andare a Varese.

Biancoblù rete 55

Il campo di via Valle Olona – intervengono in coro dagli studi di Rete 55 Andrea Macchi, Alessandro Gritti, Andrea Scalvi e Mauro Gritti durante le registrazioni di Biancoblù – deve essere dato alla Pro Patria, per una questione in primis di rappresentanza per la città di Busto, ma soprattutto di risarcimento per l’offesa subita. Quello che ha fatto il Busto 81 col Varese è troppo grave per essere ignorato e perdonato: in una città con un briciolo d’orgoglio e di senso d’appartenenza per i propri colori, il Busto 81 non avrebbe neanche dovuto partecipare al bando.

Altre voci

La cessione da parte del Busto 81 del titolo di serie D al Varese è un fatto gravissimo, a livello sportivo, ma soprattutto a livello politico: e denota il livello di una classe politica che, anziché avere il polso del territorio, non sapeva nemmeno che c’era in corso una trattativa col Varese. La quinta città della Lombardia, anziché iniziare a pensare e ragionare in grande, ha invece accettato ancora una volta di inchinarsi a Varese. Il Busto 81 ha tradito la città e ora vuole riavere il campo? Solo a Busto possono succedere certe cose: in un’altra città, degna di questo nome, il “Carletto Reguzzoni”, dove peraltro tutto è rimasto uguale con il Comune incapace persino di farsi ridare le chiavi, sarebbe stato affidato direttamente alla Pro Patria. Ma a Busto no: siamo diventati la barzelletta di tutta la provincia, ma preferiamo continuare a farci ridere addosso. Poi alle urne non stupitevi se vi presenteremo il conto.

Pro Patria Busto Carletto Reguzzoni – MALPENSA 24