LEGNANO – Numeri in crescita, soliti ostacoli ma anche fiducia per il futuro. Al terzo anno di gestione, la Fondazione Palio di Legnano incassa risultati concreti da un lato e dall’altro si confronta con limiti innegabili. «Prima o poi questo nostro Palio sarà nazionale, rievoca un fatto storico che non riguarda solo Legnano o la Lombardia» ostenta ottimismo la presidente Mariapia Garavaglia. Che parte dall’edizione appena conclusa («una bella giornata non solo per il tempo, ma per la festa medievale, la sfilata con tante persone a seguirla e lo stadio al completo. E poi una bella corsa, con il mossiere più bravo del solito e corse ravvicinate che hanno tenuto alta la giusta tensione») per fare il punto e guardare avanti.
«La Fondazione si è consolidata e gli sponsor aumentano, se arrivano più risorse vuol dire che abbiamo dato buona prova. Vogliamo dilatare la passione per il Palio oltre Legnano – ha ribadito Garavaglia oggi, venerdì 31 maggio, in municipio (nella foto in alto) – Non siamo in grado di fare piani, abbiamo costi imprevedibili, molte manutenzioni da fare. Costruiamo a mano a mano, vorremmo lasciare in eredità una capacità organizzativa all’insegna della flessibilità che superi i vincoli che ha un ente pubblico. La pista è in uno stadio non bello ma è bellissima. Il castello è un sogno, potremmo farci ill villaggio medioevale o la pista vicino. Trent’anni fa Legnano avrebbe comprato il castello con i suoi imprenditori, ora è pubblico come lo stadio e dobbiamo lavorare con questa realtà. Penseremo ad altri eventi collaterali, ma il vincolo economico è sostanziale».
In 43.000 davanti alla tv

A proposito di conti. Quest’anno le risorse dagli sponsor sono raddoppiate: 221.024 euro contro 110.462 dell’anno scorso e 105.678 euro nel 2022; fra essi, brand di livello nazionale e internazionale. Alla Festa Medioevale di domenica al Parco Falcone Borsellino, novità assoluta allestita dalla Società San Giorgio e il Drago, si stimano 3.000 presenze, mentre le battaglie simulate hanno coinvolto 300 bambini. Altra novità, il maxischermo, un po’ penalizzato dal caldo e dall’esposizione al sole del pubblico, che ha preferito l’ombra degli alberi intorno («ci rifletteremo»).
Organizzatori soddisfatti anche per il pubblico. Alle 15.000 persone stimate lungo i 2,2 km del percorso del corteo storico si sono aggiunti, dal 1° aprile al 30 maggio, 64.000 utenti di siti ufficiali (24.000 in più dello scorso anno) con oltre 207.000 visualizzazioni (+77.000) e oltre mezzo milione di persone raggiunte su Facebook (118.000 in più, pari al 25%, rispetto al 2023) e quasi 50.000 su Instagram. Mentre deve ancora decollare nei numeri e soprattutto nella tipologia dei messaggi il nuovo canale whatsapp per le domande in diretta, colpisce il dato degli ascolti tv, con una media di 43.000 spettatori per la diretta su Antenna 3 (appena meno di Rete4 e più di altri canali nazionali come il Nove e Italia1) con uno share del 2,35% definito «rilevante». Manca ancora l’attenzione della grande stampa nazionale, ma per la Fondazione «ci si arriva».
Sui costi il peso di sicurezza e manutenzioni

Per crescere ancora fino all’agognata rilevanza nazionale, però, il Palio deve fare anche altri conti. A cominciare da quelli, proibitivi, per un’arena dedicata, fermi ai i 2,5 milioni di euro del 2017 da pagare in 10 anni per una struttura smontabile capace di accogliere 10.000 persone (lo stadio Mari ne può accogliere 8.000) in parte al coperto. Anche le scenografie per lo stadio sembrano fuori portata: si parla di 80.000 euro solo per un portale di ingresso del corteo al campo. Preventivi che a detta del vicepresidente della Fondazione Luca Roveda «ci farebbero rinunciare a metà di altre cose. Abbiamo bene in mente il percorso di programmazione – ha proseguito Roveda – ma non siamo un’impresa e dobbiamo limitarci negli investimenti. Tutte le risorse in più dagli sponsor sono reinvestite, abbiamo triplicato gli introiti pubblicitari mentre l’incasso allo stadio contribuisce al bilancio per il 40%. Sono cresciuti i costi per la sicurezza, con il personale aumentato del 50% fino a 85 persone su richiesta della questura, il transennamento delle aree del percorso, i metal detector all’ingresso del parco. E poi pesano i costi di manutenzione dei materiali: pensate che le bandiere sono state ricucite ad una ad una».
Sull’annosa questione della sede della corsa (di cui pare si parli da prima ancora che il Palio nascesse, a metà degli anni Trenta) è intervenuto anche l’assessore comunale allo sport, Guido Bragato: «Fare dello stadio la “casa del Palio” in questo momento è impossibile, per diverse ragioni. Abbiamo sempre pensato al castello come scenario, mentre sulla pista ci vuole un impegno economico su cui è in corso da anni un approfondimento anche per far viver nel resto dell’anno una struttura fissa. E se da un lato non voglio dare il Legnano Calcio per morto, dall’altro non ci sono alternative allo stadio per quella squadra». Nell’ultimo anno il Comune ha speso 250.000 euro per interventi di manutenzione a tribune e impianto elettrico della struttura di via Pisacane, che pure non si presenta ancora all’altezza.
Roveda: «Oltre quello che speravamo»
Commentando ancora l’edizione 2024 il supremo magistrato, il sindaco Lorenzo Radice, ha osservato che «la Fondazione comincia a dare effetti visibili. Legnano ha tutte le carte in regola per diventare il Palio d’Italia. Questa era la scommessa della Fondazione, c’è la forza per continuare il lungo percorso di crescita per uscire dalla dimensione locale. Ci vorranno anni e tantissime fatiche. Oggi, quando giro le Contrade, vedo che la scommessa è stata vinta dalla città, si sta creando una sinergia e un gioco di squadra dove ognuno ha il suo ruolo. Anche il villaggio al Parco Falcone Borsellino per coinvolgere sempre più le famiglie e i bambini serve per far passare certe idee e valori».
Roveda ha ricordato, nel percorso iniziato a febbraio a Strasburgo e che si concluderà con la lunga notte delle chiese a giugno, fra i nuovi “capitoli” la giornata di prevenzione senologica in collaborazione con Humanitas per il Palio in Rosa: «Stiamo pensando ad altri eventi simili che coinvolgano le Contrade. Forse siamo anche oltre quello che speravamo quando siamo partiti nel 2022. Il Festival letterario è una felice intuizione che ci porta alla ribalta nazionale. La nostra è una strategia imprenditoriale, stiamo costruendo qualcosa che deve andare oltre la nostra presenza nel cda e dovrà avere basi solide con una organizzazione chiara e ruoli precisi».
Presenti anche i consiglieri Massimiliano Roveda e Alberto Romanò («cerchiamo ogni anno di mettere qualcosa in più – ha detto quest’ultimo – la festa al parco sostenuta da Confcommercio è stata importantissima, ha coinvolto tante famiglie con i bambini caricati a mille per dare battaglia al Barbarossa in un evento davvero coinvolgente») e naturalmente il Cavaliere del Carroccio, Andrea Monaci: «Il pubblico tv che ci mette davanti a Rete4 conferma che il Palio è andato bene, piacevole come tempi, una macchina organizzativa che, al di là di qualche piccolo intoppo, ha girato molto bene. Sono cambiati gli orari, le dimensioni della “mossa” e altre cose. Il Palio non va stravolto, ma adeguato in alcuni settori. È un meccanismo complesso, articolato che necessita della giusta attenzione in tutti i suoi aspetti».
legnano palio bilancio ascolti – MALPENSA24
