Nel Pd provinciale è guerra aperta. Bertocchi contesta Astuti e si dimette

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VARESE – Nel suo profilo sui social si definisce un inguaribile ottimista. Leggendo però la lettera con la quale Paolo Bertocchi, consigliere provinciale e capogruppo a Villa Recalcati dei “Civici e Democratici”, assessore al Comune di Cunardo, già candidato alla Regione, annuncia le sue dimissioni dalla segreteria provinciale del Partito democratico c’è da ritenere che abbia perso una buona dose della carica di ottimismo. Dimissioni in qualche modo annunciate all’indomani della sua mancata elezione al Pirellone e per le pesanti contrapposizioni tra lui e il segretario provinciale Samuele Astuti, che invece in Regione c’è arrivato. E con una messe importanti di voti. Dimissioni  che confermano i forti dissapori interni alla compagine dem, nel Varesotto come a livello nazionale.

Subito il congresso

Nell’intervista che Alessandro Alfieri, segretario regionale Pd, ha rilasciato nei giorni scorsi a Malpensa24, auspicava una ricomposizione delle liti in sede congressuale, programmato – salvo rinvii – entro fine anno. Tra l’altro, in autunno sono in agenda le elezioni, seppure di secondo livello, per la Provincia e, qualche mese dopo, si vota per decine di Comuni in sede locale e per le Europee.
L’unico modo, affermava il senatore Alfieri, per salvare il Pd è il confronto congressuale che ponga fine alle liti. Tutto vero, ma le notizie che girano negli ambienti politici, compreso le dimissioni di Bertocchi, sono di segno opposto.

Pesanti contrapposizioni

Si parla, ad esempio, di un Davide Galimberti, sindaco di Varese, anch’egli schierato contro Astuti. E di un gruppo dirigente dem agitatissimo, sull’orlo della crisi di nervi. Soltanto un paio di settimane fa, Silvio Aimetti, sindaco di Comerio, ha chiesto ad Alfieri e Astuti di farsi da parte. Le sconfitte elettorali hanno offerto il loro contributo negativissimo, ma molto di più sembrano pesare le contrapposizioni personalistiche. E la lettera di Paolo Bertocchi, inviata a quelli che una volta si chiamavano tra loro compagni, è qualcosa di più di una semplice conferma.

La lettera di dimissioni

Ecco il testo della missiva: “Scrivere una lettera di   dimissioni  non è mai semplice, soprattutto quando mancano pochi mesi ormai alla fine del nostro lungo mandato. Anche questa esperienza corale però, come tutte le cose della vita, ha un termine individuale. Ciascuno di noi in questi anni ha messo parte del suo tempo libero, la propria passione e le proprie competenze per cercare di guidare una organizzazione complessa come il Partito Democratico, nella convinzione di fare un servizio in primis alle nostre comunità. E i risultati non sono mancati. Era evidente però che dopo le tensioni delle regionali tutto sarebbe stato molto più difficile e solo con l’impegno e l’intelligenza di tutti si sarebbe potuto rilanciare l’attività della segreteria, provando a costruire una linea politica condivisa e a ricostruire con pazienza un clima di fiducia. Non è stato purtroppo così. A poco è servito il mio passo indietro rispetto ad una delega “di trincea” e la proposta di costruire insieme la sfida della scuola di partito. Come sapete non ho condiviso nel metodo e nel merito tutte le ultime decisioni del segretario provinciale, dall’organizzazione dell’attività interna al rapporto con gli altri partiti fino alle scelte sul sistema idrico integrato. Come ho avuto occasione di dire in segreteria sono differenze profonde, riguardano i temi che influenzeranno il futuro di un territorio così complesso come il nostro, differenze di lettura politica della società e di comprensione della fase che sta vivendo il Partito. Posizioni e modus operandi che rispetto ma che sono ormai incompatibili con la mia presenza in segreteria. Lo devo a chi me ne chiede conto dentro il partito e tra i nostri elettori, lo devo a voi per il rapporto schietto che abbiamo sempre avuto e lo devo per onestà a me stesso. Ringrazio davvero ciascuno di voi per questo tratto di strada fatto insieme (invito Sara e Matteo a provare a non lasciar cadere il lavorfatto insieme sulla scuola) e vi consegno le mie dimissioni  dalla segreteria provinciale”.

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