Nicola Pepe trionfa a Hell’s Kitchen. «Cracco? Se lo conquisti è un agnellino»

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BUSTO ARSIZIO – Dai banchi del Verri di Busto Arsizio passando per le cucine stellate di Milano, sino all’Olimpo dei fornelli: Nicola Pepe è il vincitore dell’edizione 2018 di Hell’s Kitchen Italia. Il ventiduenne bustocco, il più giovane nella squadra di 14 aspiranti chef che si sono sfidati nelle otto puntate del talent condotto da Carlo Cracco, si prende le sue rivincite. Vince e convince superando le tre donne finaliste, Mayla, Ginevra e Michela. I suoi sogni, quelli grandi, cominciano qui.

Vincitore di Hell’s Kitchen. Come ci si sente?
È un’emozione indescrivibile. Non sono mai riuscito a completare un percorso, arrivavo sempre secondo. Sono finalmente primo, leader in qualcosa. E ho dimostrato a me e a tanti altri che avere solo 22 anni non conta.

Cosa ti aspetta ora?
Per ora come vincitore del programma mi spetta un posto come Executive Chef in uno dei ristoranti dell’hotel 5 stelle J.W. Marriott Venice Resort & Spa, sull’Isola delle Rose nella Laguna di Venezia. E poi in pentola bollono libri, progetti artistici, e perché no, un altro programma televisivo.

Otto puntate una più dura dell’altra. Il momento più intenso?
Rivedere la mia famiglia in finale: dopo un lungo periodo di separazione è stato emozionante. Ma soprattutto, sempre in finale, capire che il mio concetto di cucina era stato capito. Non a caso il mio menù si ispirava allo sguardo di un bambino.

Cosa c’è dietro i tuoi piatti, quindi?
Credo nel concetto dello stupore a tavola: non voglio che le persone si siedano e mangino passivamente, ma che scoprano i miei piatti come dei bambini, meravigliandosi di colori, sapori e consistenze.

I momenti duri non sono mancati.
Ovviamente no: temi di uscir fuori in ogni momento. Però ad un certo punto sono entrato in modalità “soldato”: zero pensieri e zero emozioni. In cucina spegnevo tutto.

È stato forse il segreto della vittoria?
Forse sì, nella competizione stress e pressione possono essere fatali. Ma ammetto di aver ricevuto tanta forza anche in alcuni dei miei compagni di viaggio, come Elena, Luca, Lory o Fabrizio, che fino alla fine hanno creduto in me. Non sono stati avversari.

Cosa ti rimane di questa esperienza?
Sicuramente tutto quello che ho imparato dagli chef. Ma soprattutto ho acquisito la sicurezza in me stesso. Ora non ho più paura di entrare in una nuova cucina.

Ma chef Cracco, alla fine, com’è?
Se lo conquisti, un agnellino.

 

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