Ospedale unico, si va per le lunghe. Le proposte per accorciare i tempi

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Eugenio Porfido, direttore generale dell'Asst della Valle Olona

BUSTO ARSIZIO – Doppio binario. Sintesi della proposta che Eugenio Porfido, direttore generale dell’Asst della Valle Olona, intende sottoporre alla Regione Lombardia come soluzione operativa in vista dell’accordo di programma, il documento che ufficializzerà l’ntesa tra i diversi enti interessati alla realizzazione dell’ospedale unico tra Busto Arsizio e Gallarate. Doppio binario per evitare sovrapposizioni e intralci tra il nuovo nosocomio, che ha bisogno di “correre” veloce, e il riuitilizzo degli edifici esistenti nei due presidi ospedalieri che verranno dismessi. Da una parte, il futuro; dall’altra, il passato. Di là l’esigenza di fare in fretta, di qua l’obbligo di scelte urbanistiche oculate, senza pericolosi affanni e “scivolate” della politica per definire il riuso di immobili e vaste aree all’interno del contesto urbano delle due città.

Doppio accordo di programma

Il direttore generale ne parla durante un incontro con i giornalisti, funzionale a definire protocolli per gli operatori dell’informazione e l’ente ospedaliero. Presente la nuova addetta stampa dall’Asst, Silvia Vignati, Porfido amplia il discorso. E si addentra in aspetti tenici, probabilmente poco accattivanti sotto il profilo giornalistico, decisivi per imboccare una procedura che riduca i tempi di realizzazione della prevista struttura. In altri termini, servirebbe un doppio accordo di programma, che separi i due interventi, il vecchio e il nuovo, così che l’uno sia indipendente dall’altro. Anche per una questione di tempi, appunto. Prima pietra nell’area di Beata Giuliana prevista entro due, tre anni. Periodo lungo di preparazione progettuale: accordo di programma, studio di fattibilità, progetto di massima, progetto esecutivo, indizione delle gare d’appalto. Quindi, realizzati gli edifici, fase di collaudo e di avvio dell’attività. Data approssimativa della fine lavori: 2027, salvo imprevisti che, per quanto riguarda le opere pubbliche nel nostro Paese, sono purtroppo una costante.

Limitare i disagi a Busto e Gallarate

La proposta di Eugenio Porfido ha sullo sfondo la consapevolezza delle difficoltà attuali nella gestione e, quindi, nel garantire funzionalità ed efficienza al Circolo di Busto Arsizio e al Sant’Antonio Abate di Gallarate. Ospedali che si fronteggiano, dividono le prestazioni, generano inevitabili disagi all’utenza e allo stesso personale, nonostante gli sforzi dei vertici dell’Asst per evitarli. Per questo, e non solo per questo, c’è la necessità di guadagnare tempo prezioso. Tanto più che il nuovo nosocomio sorgerà sì in una zona baricentrica tra le due città, ma su un’area non propriamente ideale: è ad elle, nel mezzo di altri fabbricati e in uno snodo viario che in qualche modo la restringe e ne condizionerà gli interventi strutturali. Ad esempio, sarà impossibile realizzare un unico corpo, serviranno due edifici distinti che renderanno ancora più complessa la loro progettazione. Con un’avvertenza tutt’altro che marginale: la medicina sta facendo passi da gigante, tra sette/dieci anni “sarà tutto un altro film”. Ciò a dire che anche gli spazi andranno adeguati agli sviluppi curativi e assistenziali in atto. Altro che chiacchiere. Altro che ritenere fuori luogo e oneroso un solo ospedale al posto dei due, obsoleti e oramai inadeguati, esistenti. Che richiederanno continue manutenzioni e non saranno mai all’altezza delle moderne tecniche sanitarie. Checchè ne dica l’irriducibile partito del no, il loro destino è segnato.

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