Pro Patria-Alcione: 1-1. Rigore folle al Var: tigrotti beffati al 98′. Esplode la rabbia dei tifosi

Il contestatissimo rigore dell'1-1 trasformato al 98' da Marconi (foto Alcione Milano)

BUSTO ARSIZIO – Così no! E’ il 94′, con la Pro Patria meritatamente avanti 1-0 grazie al gol di Travaglini (60′), quando l’arbitro Dorillo di Torino decide di diventare protagonista e cambiare la storia della partita, decretando – dopo revisione VAR (che in serie C si chiama FVS) richiesta dall’Alcione dell’ex Cusatis – il rigore che Marconi trasforma al 98′, andando pure ad esultare per l’1-1 finale (se ci fosse stato Alcibiade…).

Un rigore ingiusto, quanto il corner inesistente da cui è scaturito l’episodio incriminato, che fa esplodere l’istintiva protesta del pubblico di Busto (persino il Sindaco Emanuele Antonelli fatica a trattenersi di fronte ad una simile torto) che si precipita dietro la postazione FVS e la panchina degli orange milanesi, facendo sentire tutta la propria rabbia.

Un rigore ingiusto che sa di beffa (per non dire altro…) e forse di condanna, proprio mentre la squadra bustocca – applaudita comunque a fine partita per la prova di carattere e orgoglio offerta contro la miglior difesa del campionato (19 reti incassate, con 14 clean sheet e appena 4 reti subite nel girone di ritorno, almeno fino alla gara dello Speroni) – stava iniziando a pregustare l’impresa impossibile di poter acciuffare i playout, ad un certo punto distanti 4 punti, da rosicchiare alla Pergolettese.

Se la Pro Patria deve retrocedere, diciamolo senza peli sulla lingua, è giusto che retroceda per i demeriti messi in evidenza da squadra e società fino a qualche domenica fa. Ma la Pro Patria – che nei Palazzi del calcio continua a contare meno di zero… – non deve retrocedere per mano di altri.
Per la serie “mani in alto, …

Le pagelle: tigrotti con gli attributi

Sala 6.5; Sassaro 5.5 (36′st Motolese sv), Masi 6.5, Pogliano 6, Felicioli 5.5 (12′st Travaglini 7); Tunjov 7, Di Munno 6, Ferri 6; Orfei 6 (36′st Citterio sv), Udoh 6 (25′st Mastroianni 6), Desogus 7 (25′st Renelus 6.5). Allenatore: Bolzoni 6.

1° tempo: la traversa di Desogus trema ancora

Pronti via la novità di giornata Alessandro Orfei, finalmente titolare, si fa tutta la fascia destra in velocità, rientra sul sinistro e con un tiro a giro sfiora il vantaggio. L’approccio della Pro – sempre con Sassaro (è un centrale) fuori ruolo e fuori passo in fascia – sembra convincente, ma al 9′ la punizione a sorpresa di Tunjov termina di poco alta. Col passare dei minuti, la manovra e l’organizzazione dell’Alcione dell’ex Pitou prendono il sopravvento, ma sono due errori individuali biancoblù (Pogliano e Desogus) ad innescare le azioni più pericolose degli orange di Cusatis. Il finale è però ancora tutto bustocco: al 42′ con il colpo di testa di Masi, su cui il portiere Agazzi si supera (ma il difensore tigrotto era partito in off side), poi al 44′ con il diagonale potente di Desogus che si stampa sulla traversa.
All’intervallo è 0-0, ma la Pro – per occasioni – ai punti avrebbe meritato il vantaggio.

 2° tempo: Travaglini illude, beffa finale

Al rientro dagli spogliatoi, la Pro Patria trova la giocata del vantaggio: al 60′ il bel sinistro a giro Tunjov viene respinto da Agazzi, ma il neo entrato Christian Travaglini (per il già ammonito Felicioli) trova il tap-in vincente, con il portiere degli orange che blocca la sfera dopo che la palla ha oltrepassato la linea di porta. Almeno secondo l’arbitro Dorillo (non per il guardalinee che resta con la bandierina abbassata) che convalida la sua decisione anche dopo revisione Var. L’Alcione reagisce, ma il mancino morbido di Morselli si stampa sulla traversa a Sala battuto. Dopo aver tolto Udoh per Mastroianni, mister Bolzoni toglie pure Desogus suscitando le proteste del pubblico di casa (non certo per il subentrante Renelus). L’Alcione schiaccia la Pro nella propria metà campo (Masi è attentissimo), ma in contropiede Renelus allenta la pressione, sfiorando il raddoppio in due circostanze. Quando l’1-0 sembra meritatamente in cassaforte, ben oltre lo scadere l’arbitro – chiamato al Var a seguito di un contatto in area susseguente ad un corner inesistente – decide di cambiare la storia della partita, decretando il rigore dell’1-1 finale, trasformato da Marconi, sempre lui…

Il tabellino

Pro Patria-Alcione: 1-1 (0-0)

Marcatori: Travaglini (P) al 15’st, Marconi (A) su rigore al 53 ‘st 

PRO PATRIA 1919 (4-3-3): Sala; Sassaro (36′ st Motolese), Masi, Pogliano, Felicioli (12′ st Travaglini); Tunjov, Di Munno, Ferri; Orfei (36′ st Citterio), Udoh (25′ st Mastroianni), Desogus (25′ st Renelus). A disposizione: Rovida, Zamarian, Schiavone, Mora, Frosali, Giudici, Schirò. Allenatore: Francesco Bolzoni

ALCIONE MILANO (4-3-2-1): Agazzi; Pirola, Ciappellano, Miculi (28′ st Giorgeschi), Scuderi; Invernizzi (36′ st Olivieri), Lanzi, Bright; Pitou, Tordini (1′ st Plescia); Morselli (28′ st Marconi). A disposizione: Raffaelli, Chierichetti, Renault, Muroni, Rebaudo, Lopes, Galli. Allenatore: Giovanni Cusatis

ARBITRO: Nicolò Dorillo della sezione di Torino (assistenti Alberto Rinaldi di Pisa e Ilario Montanelli di Lecco; quarto ufficiale Francesco Aloise, operatore FVS Edoardo Maria Brunetti di Milano).

NOTE – Pomeriggio mite. Terreno in discrete condizioni. Spettatori 700 ca. Ammoniti: Felicioli (PP), Sassaro (PP), Motolese (PP). Espulso Turotti al 50st per proteste. Calci d’angoli: 5-10 Recupero: pt 2′, st 5′.

Next match: domenica a Lume

Ancora un Lume di speranza? La risposta domenica 15 marzo in val Gobbia, dove la Pro Patria sarà ospite (calcio d’inizio ore 17.30) del Lumezzane. Dalla gara contro i bresciani alla fine della regular season i punti ancora in palio saranno 21.

Il ProPatrione: gode solo l’Alcione

A grande richiesta – dopo il turno infrasettimanale in quel di Ospitaletto – torna la sarcastica rubrica “il ProPatrione”, dedicata alla frase cult della settimana intercettata sui social (da leggere – lo ricordiamo sempre – col sorriso sulle labbra). In casa biancoblù la settimana – a dire il vero all’insegna di tante iniziative (curva a 1 euro, vetrofania all’ingresso del PPMuseum, il cartone animato “Il Tigrotto animato”) –  ha sancito una nuova partnership commerciale, con il ristorante Pizzeria Godo di Castellanza. Classico “nomen omen” che ha generato l’ironia della rete, suggellata così da Fabio Cattaneo

Non c’è molto da godere

L’albo d’oro stagionale
– Il mondo gira al contrario: un tempo la società prendeva le multe per i tifosi, ora per la dirigenza (Dema)
– Stadio Carlo Speroni: divieto di praticare il gioco del pallone (Luca Gaiera)
– Un film russo in lingua originale è più godibile di queste partite (M Castiglioni)
– Forza, mancano solo 89 giorni a febbraio (Giancarlo Mindassi)
– Domenica si vince! Peccato si giochi di sabato… (Filippo Magnaghi) 
– Pro Patria, ambiente positivo (Maurizio Ganz)
– 
Credo ci siano più lettere nello striscione, che gente allo Speroni (Crespi)
– Va da via il closing (in merito all’empasse societario – TeoTosi)
– 
Il metaverso  (riferito alle dichiarazioni post contestazione – SamuToia)
– Carriera di Bolzoni: dal Paradiso all’Inferno (Mauro Mazzuchelli)
– Hanno fatto partire anche la mongolfiera (Massimo Ferioli)
– A Busto è più facile vedere un pianista volare che la Pro vincere (Mariani)
– Proviamo ad affidare la squadra all’intelligenza artificiale (Brambilla)
– Stanno assieme con lo scotch (rif. lettere staccatesi dalla maglia – Ken)
– Cambia almeno il cognome (in merito al troll – Beppe Marcora)
– Dopo Snoop Dogg a Gallarate e Fabregas a Como, non è che a Busto troviamo Bolzoni correre con la fiaccola olimpica? (Bianchi)

Pro Patria Alcione – MALPENSA 24
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