Con Ravo Angera diventa una pinacoteca a cielo aperto. Sei nuove opere d’arte

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ANGERA – È stato Andrea “Ravo” Mattoni a realizzare ad Angera, nel 2016, il murales ispirato al “Fanciullo con canestra di frutta” di Caravaggio. Un lavoro talmente apprezzato che l’amministrazione comunale ha chiesto allo street artist  – ormai di fama mondiale – di abbellire il borgo con altre sei opere: oggi, venerdì 30 agosto, la pinacoteca a cielo aperto è stata inaugurata in via Greppi alla presenza del sindaco Alessandro Paladini Molgora e dell’assessore alla Cultura e al Turismo Valeria Baietti.

Un turismo mirato

La galleria d’arte diffusa, la cui apertura ha dato inizio alla sesta edizione del Settembre angerese, comprende particolari di affreschi locali noti e meno noti, conservati in edifici ecclesiastici o privati, e una riproduzione de “La scapigliata” di Leonardo Da Vinci. Ravo, che alla tecnica delle bombolette spray unisce l’amore per lo stile classico (in particolare il periodo dal Seicento all’Ottocento), ha così fatto rivivere il passato, esaltando il patrimonio storico di Angera.
Come ha spiegato Molgora, l’obiettivo è richiamare un turismo mirato, e non di massa: «Angera vanta una storia di ben quindicimila anni: come il progetto del museo diffuso anche quello della pinacoteca all’aperto è rivolto a chi è in cerca delle peculiarità del territorio. I pannelli saranno collocati dove una volta si trovavano le opere originali, che ora non ci sono più o sono inaccessibili. La valorizzazione delle bellezze di Angera proseguirà la prossima settimana con un percorso dedicato alle erbe aromatiche».

I Visconti ad Angera

Baietti, che insieme al sindaco ha consegnato alle famiglie che hanno sostenuto l’iniziativa una copia della bolla con cui Ludovico il Moro dichiarò Angera città, ha illustrato la futura collocazione delle opere e alcuni particolari: «Hanno richiesto un lungo lavoro di selezione in cui abbiamo voluto omaggiare anche le frazioni. Un peso ha avuto la devozione popolare, come il culto di Santa Liberata o di Sant’Antonio».
«Per i nostri avi queste immagini sono state un riferimento per molto tempo. E per me, gaviratese che oggi vive a Luvinate, il legame con il territorio non è da meno dei miei lavori all’estero», ha aggiunto Ravo, che tra le sue collaborazioni vanta persino il Louvre di Parigi. «Qui vediamo stili, tecniche ed epoche differenti, ma in tutto questo c’è un fil rouge. Fondamentale è stata la battaglia di Desio con cui i Visconti hanno conquistato Milano. Senza di loro Leonardo, che ho omaggiato in occasione dei cinquecento anni della sua morte, non sarebbe mai arrivato nella città».

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