Scoperti a Luino i “furbetti” del reddito di cittadinanza. Denunciati 12 stranieri

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LUINO – Percepivano da un anno il reddito di cittadinanza, ma in realtà non avevano i requisiti per riceverlo. Così la polizia frontaliera di Luino ha scovato 12 “furbetti” del reddito di cittadinanza nel territorio dell’Alto Varesotto che avevano falsamente dichiarato di essere soggiornanti di lungo periodo sul territorio italiano, ma che in realtà sono cittadini extracomunitari con permessi a breve termine.

Percepiti 61 mila euro

Dopo un’ampia operazione di monitoraggio della polizia di frontiera di Luino, gli agenti hanno individuato 12 cittadini extracomunitari che hanno inoltrato all’Inps false dichiarazioni per ottenere il reddito di cittadinanza.

Si tratta di 8 uomini e 4 donne, tutti regolarmente soggiornanti in vari Comuni dell’alto varesotto, di nazionalità marocchina (7), tunisina (2), albanese (2) e egiziana (1). Sono stati denunciati per avere fornito false dichiarazioni cercando di ottenere il reddito di cittadinanza. Un totale di circa 61 mila euro che sono stati percepiti dagli indagati tra aprile 2019 e ottobre 2020.

Niente permesso di soggiorno a lungo periodo

Gli agenti hanno scoperto l’illecito tramite una serie di accertamenti sulle pratiche pendenti all’Ufficio immigrazione di Luino. La polizia ha notato che alcuni extracomunitari si dichiaravano percettori di reddito di cittadinanza, senza però essere titolari dell’adeguato permesso di soggiorno.

Ecco allora che tramite una serie di indagini più approfondite le forze dell’ordine hanno scoperto che alcuni degli indagati hanno dichiarato di essere soggiornanti di lungo periodo, mentre in realtà risultano titolari di permessi biennali. In altri casi è stato invece falsamente attestato il requisito della residenza in Italia da almeno dieci anni o addirittura il possesso della cittadinanza italiana. Che in realtà non era mai stata né conseguita, né tantomeno richiesta.

Gli agenti hanno denunciato i 12 soggetti, provvedendo anche al sequestro della carte reddito di cittadinanza e delle somme accreditate. I nuovi pagamenti sono stati immediatamente sospesi in attesa di ulteriori accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria e dell’Inps.

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