Stefano Ruffato, a passi di danza da Sesto al palco di Sanremo insieme ad Arisa

sesto arisa ruffato

SESTO CALENDE – Dalle palestre di Sesto Calende al palcoscenico di Sanremo: è Stefano Ruffato, ballerino che, danzando con la compagnia Kataklò, ha accompagnato la performance di Arisa nella quarta serata del Festival che si è appena concluso. Un talento del fertile tessuto sportivo sestese in mondovisione, motivo di particolare orgoglio per la città.

Esordio con la Sesto 76

Per il suo duetto Arisa ha scelto infatti di cantare “Mi sento bene” con Tony Hadley e di dividere il palcoscenico con la spettacolare danza acrobatica dei Kataklò. La compania italiana porta le proprie coreografie in giro per il mondo, annoverando tra le varie esibizioni la partecipazione alle Olimpiadi invernali di Torino nel 2006 o il Capodanno di Hong Kong nel 2007. E dal 2012 è entrato a farne parte anche Stefano Ruffato, nato e cresciuto, anche come sportivo, a Sesto Calende. Il ventinovenne infatti, racconta di aver iniziato il suo percorso proprio con la Sesto 76: «Ho provato varie discipline, ma la ginnastica è stato il mio primo approccio allo sport». E conclusa la scuola, Stefano prova per un anno ingegneria, ma il cuore gli dice evidentemente che è un’altra la strada che deve seguire: «Nel 2010 sono entrato nell’accademia dei Kataklò, diplomandomi tre anni dopo. Oggi danzo con loro, ma anche per altre compagnie».
Un sogno, quello della danza, che ha portato e porta tutt’ora Stefano a fare molti sacrifici: «Mi alleno due ore al giorno, almeno, ma allo stesso tempo lavoro. Questo perché ancora purtroppo quella del ballerino non viene percepita come una professione a tutti gli effetti». Ma allo stesso tempo, anche grazie ai Kataklò, hanno preso forma tanti desideri: «Ho il privilegio di poter viaggiare molto, di fare esperienze diverse tra loro. Dall’Olanda al Brasile, da Dubai all’ambasciata italiana a Washington».

sesto arisa ruffato

Orgoglio sestese in mondovisione

E poi, qualche sera fa, l’esperienza di Sanremo: «Non mi emozionavo così da tempo. La televisione è diversa rispetto agli eventi privati o alle esibizioni in teatro: ha fatto un certo effetto sapere di essere in mondovisione, visto da milioni di persone». Al pubblico a casa l’esibizione che ha mescolato voci e danza è piaciuta: «E anche ad Arisa: abbiamo provato lo spettacolo da fine gennaio, e lei si è mostrata da subito entusiasta e disponibile. L’esibizione, all’interno di uno spettacolo davvero articolato e complesso come Sanremo, è andata bene, ma allo stesso tempo c’era timore di sbagliare lì, sotto gli occhi di tutti». E anche sotto quelli dei tanti concittadini, che certo hanno apprezzato il talento di uno fra i tanti sportivi che il Comune europeo per lo sport può vantare: «Ho ricevuto molti messaggi di complimenti anche da ex compagni di scuola. Più che per me, sono contento di essere riuscito a dare visibilità ad un mondo, quello della danza, spesso poco considerato. A Sesto sono tanti i bravi danzatori: spero si accendano sempre di più i riflettori su questa disciplina».

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