Fagnano, sistemati i defibrillatori. «Ora però servono referente e registro»

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FAGNANO OLONA – Qualche fibrillazione prima e durante il consiglio, ma non così forte da dover utilizzare i defibrillatori del paese. Anche perché fuori uso. Da mesi e almeno fino ieri (mercoledì 29 luglio), per via della mancata manutenzione. Che ha tenuto banco per diversi giorni.

Cambiare le piastre scadute di questi dispositivi di sicurezza è un’operazione piuttosto semplice. Ovunque, ma non a Fagnano. Tanto che la questione manutenzione dei defibrillatori trova la sua genesi addirittura prima del lockdown. E ha coinvolto pezzi di amministrazione, Fagnano sicura, i suoi iscritti, ma anche qualche fuoriuscito dall’associazione. Ed è proprio un’ex che ha segnalato a più parti la necessità di intervenire sui defibrillatori. Senza riuscire a ottenere una risposta concreta. Insomma un cinema che fino a qualche settimana fa avrebbe scatenato il pandemonio in Più Fagnano. Non ora che la squadra di governo ha imparato a fare quadrato. Ma andiamo con ordine.

Fagnano.. sicura di fare vetrina

Tutto nasce da alcune segnalazioni di Katia Colombo, ex membro di Fagnano Sicura, la quale ha però ha sempre “tenuto sott’occhio” la questione e ha fatto presente, anche ad alcuni esponenti della maggioranza, la necessità di intervenire. «Ben prima del Covid – precisa – ma anche se dal Comune non ho mai ricevuto risposte, devo dire che l’amministrazione non è responsabile, poiché esiste una convenzione (preparata in scadenza del mandato Simonelli e firmata a inizio mandato Catelli dagli uffici ndr) che dice che i referenti delle macchine e della manutenzione sono quelli dell’associazione». E qui Colombo si toglie più di un sassolino: «Fagnano Sicura si è occupata più di fare vetrina sui media che di contribuire a sviluppare il progetto».

Sta di fatto che Katia Colombo, pur non facendo più parte dell’associazione, riceve via posta e in pieno lockdown le nuove piastre da sostituire. Resta però il problema di chi deve compiere materialmente l’operazione: l’amministrazione o Fagnano Sicura? Nessuno dei due, bensì, scrive in una nota Fagnano Sicura «la ditta fornitrice» spiegando poi il perché il materiale sia stato consegnato a Katia Colombo (per un disguido) e non direttamente all’associazione e dicendo che provvederanno a risolvere anche questo intoppo per il futuro.

Il tema arriva in consiglio

A mettere in risalto “l’aritmia” dentro la maggioranza (poiché diversi iscritti a Fagnano Sicura – tutti di Forza Italia – siedono in consiglio tra le fila Più Fagnano) è stato il consigliere Paolo Carlesso (Fagnano Bene Comune), che ha presentato una mozione (bocciata da tutta la maggioranza, compresi i consiglieri iscritti all’associazione Fagnano Sicura) in cui tra le altre cose si chiedeva di chiarire la questione, ma anche di colmare una serie di gap «come tra l’altro previsti dalla legge».

In consiglio, sulla questione defibrillatori, quando si è accertato che è mancata la manutenzione e la sostituzione necessaria delle piastre dal 28 febbraio per alcuni e da dicembre 2019 per altri. E’ del tutto evidente che trattandosi di apparecchiature salvavita si è giocato sulla salute dei cittadini. L’amministrazione era informata di tale scadenza sin da gennaio scorso ed è rimasta colpevolmente inattiva.

La sindaca ha scaricato la responsabilità sull’associazione Fagnano Sicura, che ha firmato una convenzione con il Comune in cui gli vengono accollati gli oneri di manutenzione delle apparecchiature e le responsabilità anche penali del mancato controllo dei DAE.

A nostro avviso e sulla scorta della normativa vigente riteniamo che tale convenzione non esoneri l’amministrazione comunale dal controllo di tali apparecchiature, perché in nessun documento si definiscono i nominativi delle figure responsabili per tali attrezzature, così come esige la legge, riteniamo anche che colpevolmente nessuno dell’associazione sia stato informato delle conseguenze penali del mancato funzionamento dei dispositivi. Pertanto quella convenzione è quantomeno da rivedere.

Le cose che non tornano

L’amministrazione – si legge nella nota post consiglio di Carlesso – è arrivata senza nemmeno aver approfondito il tema dal punto di vista normativo, sperando di cavarsela dicendo: la responsabilità è dell’associazione che adesso cambierà le piastre. Sono poi state accampate scuse tipo il Covid, ma il 28 febbraio non c’era ancora la chiusura, tanto meno a dicembre 2019. Per di più le ditte che forniscono materiale medico non hanno mai chiuso. E’ stato detto che i DAE sono collegati in remoto con il 118, cosa non vera. E’ stato detta che la ditta che ha fornito i DAE monitora costantemente la situazione, cosa non vera. E’ stato detto che sono stati monitorati dall’associazione Fagnano Sicura, con quali evidenze, e perché non è stata segnalata la scadenza delle piastre e altre disfunzioni ben visibili all’apertura dello sportello?

Del problema ne erano a conoscenza da gennaio sia l’assessore Moltrasi che l’allora assessore Stevenazzi e probabilmente tutta la giunta. La signora Katia Colombo, che ci ha segnalato il problema, è da Dicembre che si prodiga presso l’amministrazione per cercare di risolvere tale situazione, non ricevendo alcuna risposta concreta.

Rileviamo inoltre che nell’associazione figurano molti esponenti della stessa maggioranza presenti in Consiglio Comunale, ciò nonostante non si è provveduto per tempo a risolvere la cosa.

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