GALLARATE – «Il compito di un’amministrazione locale è garantire la sicurezza urbana e contrastare qualunque forma di illegalità». Parte da qui il sottosegretario al ministero agli Interni, Nicola Molteni (Lega), per commentare il caso dello sgombero dei Sinti dal campo di via Lazzaretto a Gallarate. Un tema «evidentemente delicato», sottolinea. Lo ha detto oggi, 25 settembre, a margine della visita alla centrale operativa della polizia locale, al fianco del sindaco Andrea Cassani, riguardo l’implemento dei servizi di sicurezza, tra sistemi di videosorveglianza e il valore dell’unità cinofila.
Il «ripristino della legalità»
La sua posizione sullo sgombero Sinti non lascia spazio ai dubbi: «Bene l’operato del sindaco Cassani, che da questo punto di vista dimostra grande sensibilità rispetto alle istanze dei cittadini». A garantirlo sono «la sicurezza, il contrasto al degrado e il ripristino del decoro», i tre punti fondamentali intorno ai quali si costruiscono le «responsabilità dello Stato da parte delle amministrazioni locali». In questo caso, il lavoro dell’amministrazione di «ripristinare la legalità» affronta un percorso scivoloso. In cui la «grande sensibilità» si scontra con le repliche delle famiglie del campo, che fanno muro alle intenzioni del Comune. Lo dimostrano i recenti sviluppi: una denuncia penale per violenza privata e una causa civile per diffamazione con richiesta risarcitoria pari a 210mila euro. Che vanno a sommarsi all’impugnazione davanti al Tar dell’ordinanza di sgombero già notificata settimana scorsa.
Il rispetto delle regole
Lo scorso 31 agosto, al campo erano comparse le ruspe. Poi inutilizzate. Un fatto che era stato visto come «un gesto intimidatorio», aveva detto l’avvocato Luca Bauccio, che patrocina le famiglie Sinti. Ne parla così, ora, Molteni: «Non sta a me giudicare le modalità con cui vengono fatti gli sgomberi. A me interessa, come rappresentante del ministero degli Interni, che sul territorio ci sia legalità, sicurezza e rispetto delle regole». Senza distinzioni: «Questo vale per tutti: per gli italiani e per gli stranieri». Anzi, aggiunge, «rispettare le regole consente una convivenza civile migliore, oltre che di preservare il concetto di comunità». Un modo per garantire che «chi si muove in questa direzione, fa gli interessi della comunità locale e del Paese».
Sicurezza «efficiente e di qualità»

Sul servizio di sicurezza e di unità cinofila a Gallarate ha poi un’opinione precisa: «È di efficienza e di qualità». Non solo, ha anche «una logica di potenziamento di quelle che sono le risorse a disposizione degli enti locali, che il ministero deve evidentemente implementare affinché nel concetto di sicurezza urbana, partecipata, integrata e sussidiaria, ci sia collaborazione tra stato ed enti locali». E quindi «tra polizia di Stato e polizia locale (io sono un tifoso delle polizie locali, lo dico sempre)». Il motivo? «Credo che il coordinamento tra le forze dell’ordine sia lo strumento migliore per garantire la sicurezza dei cittadini italiani, in generale, e gallaratesi, in questo caso». Quindi, «un’amministrazione locale che investe sulla sicurezza urbana e sulle polizie locali – sia in capacità umana, sia tecnologica – vuol dire che sta facendo gli interessi del proprio territorio».
Gallarate, i Sinti denunciano Cassani e chiedono 210mila euro di danni
