Varese 2.0 attacca l’assessore Molinari: «Abile tessitore dalle parole spegiudicate»

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Daniele Zanzi e Alessandro Goitan di Varese 2.0

VARESE – Abile tessitore, dalla spregiudicate parole e dall’animo insensibile. Così, Varese 2.0 definisce l’assessore ai Servizi Sociali Roberto Molinari nel fare le pulci alle dichiarazioni che l’esponente piddino ha rilasciato nell’intervista a Malpensa 24. Una reazione politica pesante, ma che non disdegna dall’attingere nella sfera umana. La stessa che Molinari non avrebbe rispettato, secondo i civici di Daniele Zanzi, quando rispondendo alle domande attacca il centrodestra.

Insomma Varese 2.0 scende in campo in difesa del centrodestra? Giammai, sottolineano i civici, «sia chiaro, difendiamo la verità e l’onestà intellettuale, non la Lega».

L’intervista di Molinari ai Raggi X dei 2.0

Varese 2.0 parte con il definire “spregiudicate parole” quelle usate da Molinari per attaccare il centrodestra. 

Ecco cos’ha detto l’esponente varesino dei dem:

Senza entrare nel merito mi pare che sia da più di un anno che il centrodestra parla di nomi del candidato. Noi non abbiamo sentito un’idea sulla città. Nessun progetto avanzato da loro è stato portato nel dibattito cittadino… Per avere un programma devi avere idee, e in quella parte di campo non ne vedo. Lo dimostra il fatto che sono alla ricerca di un nome che possa coprire tutti i loro problemi. Forse ci vorrebbe un “taumaturgo con doti magico – sintetiche” per appianare tutte le contraddizioni che sono emerse in seno alla loro coalizione e che non sono più un segreto.

La reazione dei 2.0 sul punto:

Un politico di così lunga esperienza, che peraltro riveste un’importante carica istituzionale, non dovrebbe permettersi simili uscite. Pur di alzare i toni della campagna, dimostra inesistente sensibilità istituzionale, accusando l’avversario in modo scomposto e palesemente falso. Più che arroganza anche a noi sembra un segno di grande debolezza. Il candidato del centrodestra era noto da molto tempo e solo una grave situazione personale lo ha messo fuori gioco. Molinari avrebbe potuto aspettare il nuovo candidato prima di scatenarsi in una delle sue solite avventurose provocazioni. Ci si sarebbe aspettati almeno una chiara presa di posizione e una censura da parte del sindaco che, va ricordato, solo pochi giorni fa si era dilungato in affettuose e rispettose affermazioni nei confronti dell’ex candidato. Silenzio, nulla… Adesso si dirà che il Movimento Civico Varese 2.0 liscia il pelo al centrodestra, oppure che queste parole sono dettate da acrimonia nei confronti di Molinari. Dite, dite pure, abbiamo le spalle forti, ma, sia chiaro, difendiamo la verità e l’onestà intellettuale, non la Lega.

Se Daniele Zanzi fosse uscito con una simile affermazione, un minuto dopo ne avrebbero chiesto le dimissioni. Dove sono tutti gli “schiena dritta” pronti ad indignarsi, quelli bravi a portare e a votare mozioni sulla fame del mondo, salvo poi nascondersi sempre nel “branco dei “Sì signore” quando si devono mostrare le differenze?

I rapporti di forza

La nota di Varese 2.0 poi si sofferma sul passaggio in cui Molinari parla di «rapporti di forza cambiati in città».

Certo che i rapporti di forza sono cambiati (scrivono i civici di Zanzi). E e lui (Molinari ndr), abile tessitore, lo sa bene (e lo sappiamo bene anche noi), visto che è il principale fautore di questi ultimi. Sui primi, invece, ma solo sui cambiamenti veri ed efficaci, il merito andrebbe ampiamente suddiviso tra tutte le forze di maggioranza legittimamente elette. Molinari, poi parla di un cambio degli equilibri in città e di un elettorato moderato non ideologico che vuole vedere le cose fatte, vuole vedere un’amministrazione che risolve i problemi. Tante le buone cose realizzate, non vi è dubbio. Fino a quando però? Perché si è spenta la luce? L’ascolto dove è finito? Davvero ci si crede così empatici? Crede davvero, Molinari, che basti un annuncio al giorno, un’inaugurazione, un piccolo evento, persino un bus turistico, per tornare ad essere credibili?

La forza dei “Davide” (non Galimberti) contro i Golia

Noi – conclude la replica – non apparteniamo a quel genere di persone che sputano nel piatto in cui hanno mangiato, ma vedere questa rincorsa spasmodica alla riconferma, pronti a tutto, così confusi e trafelati, ci mette un pò tristezza, non fosse altro perché non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno alle cose che abbiamo ritenuto giuste. E non sottovaluti troppo quelle piccole forze come la nostra, o come quella di Gregori ed Azione, perché tante piccole gocce rischiano di diventare un piccolo tsunami.