BUSTO ARSIZIO – «Estate calda? No, è il vento del cambiamento». Francesco Iadonisi, amministratore unico di Agesp Spa, fa il punto alla vigilia dei «mesi tosti», come li ha definiti il sindaco Emanuele Antonelli in commissione bilancio, che attendono la galassia delle partecipate bustocche, tra le scelte sul futuro di Agesp Energia e Agesp Attività Strumentali e la rivoluzione della tariffa puntuale dei rifiuti. Con una certezza: «Mi spiace smentire le cassandre che fanno il tifo per il fallimento, ma le nostre controllate sono in salute e non corrono nessun rischio». Tanto che non è detto che il 70% di Agesp Energia dovrà essere per forza ceduto: «Solo se si presenta un partner in grado di farla crescere».
Iadonisi, che aria tira in via Marco Polo?
È un momento di cambiamento, che coincide tra l’altro con una data importante, il 75esimo dalla fondazione di Agesp, un traguardo ideale per compiere delle valutazioni. Non nego che la mia nomina, nell’agosto scorso, è arrivata nel periodo storico peggiore che si possa ricordare, non tanto per la gestione del gruppo ma per una serie di fattori esterni che hanno inficiato sulle società come sulla vita di tutti noi. Nonostante ciò, a distanza di nove mesi, posso dire che la situazione è mutata in positivo.
Eppure il sindaco parla di estate calda…
È il vento del cambiamento. Da manager ho fatto le mie valutazioni, condivise con uno staff che deve fare i conti con la politica, in una gestione che per ogni scelta strategica necessita della ratifica del consiglio comunale. Io ho la fortuna di lavorare con un sindaco e una parte politica che hanno cognizione di gestione aziendale, e con una maggioranza, con un assessore al bilancio, Maurizio Artusa, e un consigliere delegato alle partecipate, Roberto Ghidotti, con cui c’è confronto e si fanno giuste valutazioni. Nella nostra galassia ci sono Agesp Energia e Agesp Attività Strumentali, controllate al 100%, che a volte sono state di recente dipinte addirittura come a rischio fallimento: in realtà sono in salute e non corrono nessun rischio, spiace dirlo per le cassandre che tifano contro di noi. Ma è il momento di importanti scelte strategiche per il loro futuro.
Partiamo da Agesp Energia: se è sana, perché metterla in vendita al 70%?
Agesp Energia, a causa della crisi energetica globale, ha vissuto un anno incredibile e devo ringraziare l’amministratore uscente Giuseppina Basalari che ha lavorato molto bene. Molte aziende del settore non ce l’hanno fatta a superare l’anno termico, Agesp Energia invece sì, e con un dato ancora non ufficiale che è positivo. Per la società è stato l’esercizio più difficile, ma pur con i prezzi alle stelle e i pagamenti settimanali delle forniture, tutto è stato fatto puntualmente e con professionalità ed è motivo di grande soddisfazione. Ora è sul mercato per il 70%, non perché la società non abbia potenziale, ma perché le sue prospettive di crescita, con un piano industriale di sviluppo che eviti il rischio di erosione di quote di mercato, necessitano di risorse finanziarie importanti che attualmente non abbiamo. Ci sono state manifestazioni di interesse, le valuteremo per capire se c’è un partner in grado di portare avanti i nostri progetti, altrimenti non avremo nessun problema a mandare avanti Agesp Energia con l’assetto attuale. Non ci spaventa il futuro, ma puntiamo ad un futuro ambizioso con un socio che abbia le potenzialità per far crescere la società.
E Agesp Attività Strumentali?
In questo caso le difficoltà sono innegabili, e sono legate ai servizi dati in gestione dall’amministrazione comunale: negli ultimi dieci anni la città è cresciuta, e con essa le sue esigenze di servizi, ma i costi non si sono allineati, da qui derivano le criticità. Da un lato, l’amministratore unico sta lavorando per razionalizzare i servizi, dall’altro attendiamo la valutazione di congruità affidata dall’amministrazione per capire quale sarà il futuro. Ma non abbiamo timori per la continuità aziendale. Se potrà camminare con le proprie gambe, lo farà, altrimenti si percorrerà la strada della fusione con Agesp Spa, nella convinzione che una diversa gestione comporterà meno criticità. Ma non c’è alcuna situazione aziendale a rischio fallimento: chi lo dice non fa il bene della città.
Un ultimo passaggio sulla tariffa puntuale. Conferma che partirà il 1° gennaio 2025?
Ci sarà una prima fase di comunicazione e nel 2024 la costruzione della tariffa, per arrivare con il 1° gennaio 2025 al passaggio dall’attuale Tari alla tariffa puntuale, che verrà calcolata sulla produzione di rifiuti indifferenziati, il cosiddetto “secco” del sacco viola, con i sacchi microchippati. Premieremo i comportamenti virtuosi e con l’ottimizzazione del servizio sterilizzeremo gli aumenti di costi di cui anche il settore del conferimento dei rifiuti non è stato immune, evitando gli aumenti Tari che stiamo vedendo in molti comuni anche a noi vicini.
