BUSTO ARSIZIO – Capitale dell’arte contemporanea, Varese e Gallarate preparano l’alleanza. E Busto Arsizio? “Perché no?!” il messaggio che parte dalla città del tessile che, pur non avendo un museo di arte contemporanea come il Maga e Villa Panza, può mettere in campo la consolidata collaborazione con la Fondazione Pistoletto, che fa riferimento ad uno dei maestri riconosciuti dell’arte contemporanea, e la rassegna M(a)y Fiber che ormai è un punto di riferimento nell’ambito della Fiber Art. Ma anche la vivacità del collezionismo privato, da Reti a Merlini, e artisti contemporanei ormai affermati come gli Urbansolid.
Maffioli: «Opportunità»
Parla di «una possibilità, un’opportunità per rafforzare una candidatura autorevole, a cui guardiamo con grande favore e per la quale tifiamo e tiferemo, nell’interesse di tutto il territorio provinciale» l’assessore alla cultura Manuela Maffioli, sottolineando che pur non avendo (ancora) un contenitore espositivo per l’arte contemporanea in città, «Busto Arsizio può vantare contenuti culturali di qualità» in quell’ambito, a partire dalla rassegna di arte tessile M(a)y Fiber e dalla ormai consolidata collaborazione con la Fondazione Pistoletto Cittadellarte, che lo scorso anno ha portato in città due delle più significative opere di uno dei più celebrati artisti contemporanei italiani qual è il maestro Michelangelo Pistoletto, ora anche candidato al Premio Nobel per la Pace. «La cultura a Busto parla linguaggi numerosi e diversi, dalla musica, al cinema, alla fotografia, alla letteratura – sottolinea Maffioli – ci stiamo però ritagliando un ruolo anche nell’ambito dell’arte contemporanea, in cui abbiamo qualche “argomento” da spendere – prosegue – puntando, in particolare sulla nostra peculiarità di città del tessile e sulla presenza di un presidio unico nel suo genere qual è il Museo del Tessile, che tra l’altro è capofila della rete Miva dei musei industriali della provincia di Varese, dove da 8 anni si svolge una rassegna internazionale di fiber art di assoluta importanza, Miniartextil, un unicum in provincia. Ma anche con le proposte di Uno spazio per l’arte, la rassegna di esposizioni temporanee delle Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Marliani Cicogna, che promuove artisti emergenti di ottimo livello, come è stato, per esempio, per Lady Be, oggi ospitata in tutto il mondo». Per Manuela Maffioli, dunque, «sono tutti atout che riteniamo di poter mettere a disposizione a favore di una candidatura sovracomunale, per valorizzare ulteriormente un progetto di rete».
Busto c’è
Insomma, “ci siamo anche noi” dice, senza fare troppo rumore, l’amministrazione comunale di Busto Arsizio, prima città per popolazione della provincia, con una certa sorpresa per il fatto di non essere stata coinvolta nell’iniziativa nata sull’asse (politicamente trasversale) Varese-Gallarate-Regione Lombardia. Anche perché le tre stesse città – il capoluogo, i Due Galli e Busto Arsizio – stanno già partecipando congiuntamente ad un’altra sfida forse ancora più ambiziosa, quella della costruzione di una candidatura per la capitale italiana della cultura 2030, che vede come capofila l’ente Provincia di Varese e che si sta sviluppando, come primo passo propedeutico, grazie ad un bando di Fondazione Cariplo. È evidente che l’alleanza Va-Ga sia sorta nel solco dei due musei, Villa Panza e Ma*ga, che rappresentano delle eccellenze internazionali nell’ambito dell’arte contemporanea.
Il tessuto dei collezionisti
Ma Busto Arsizio, al di là dell’impegno di contenuto che l’assessorato alla cultura sta promuovendo in questi anni, può vantare anche un tessuto privato particolarmente ricco in questo campo. Collezionisti di arte contemporanea come il patron di Reti Bruno Paneghini, che ha fatto del suo Campus aziendale un vero museo a cielo aperto, o come il compianto Giuseppe Merlini, le cui opere sono state esposte più volte a Venezia e per la cui collezione anni fa si ventilò anche la possibilità di realizzare un vero e proprio museo all’ex Borri. Ma anche una fitta rete di gallerie private attive (Fondazione Bandera, Cristina Moregola Gallery, Galleria Palmieri, Spazio Arte Carlo Farioli) e artisti contemporanei sempre più affermati come gli Urbansolid. E allora, perché no?!
Regione, sindaci di Varese e Gallarate al Maga per la Capitale dell’arte contemporanea
