Caso Coop, la replica di Antonelli: «Nessun interesse personale. E non c’è reato»

busto antonelli accam bellora

BUSTO ARSIZIO – «Non ho mai avuto alcun interesse personale nelle vicende relative alla realizzazione di un supermercato». Il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli esce per la prima volta allo scoperto sul caso Coop, rilasciando alcune dichiarazioni riportate dal Corriere della Sera di oggi, 17 marzo, in un articolo firmato da Luigi Ferrarella, lo stesso giornalista che aveva sollevato la vicenda della richiesta di archiviazione della Procura rispetto all’indagine avviata per abuso d’ufficio sul caso della rotatoria che avrebbe fatto slittare l’apertura del supermercato di viale Duca d’Aosta.

La replica

Dopo giorni di assoluto silenzio, e a pochi giorni dal consiglio comunale del 23 marzo in cui potrebbe essere chiamato a riferire sulla causa Coop in risposta ad un’interrogazione di Busto al Centro, il sindaco Antonelli sceglie le pagine del primo quotidiano d’Italia per offrire la sua versione della vicenda che lo ha proiettato, suo malgrado, alla ribalta nazionale. «Ho avuto modo, casualmente, di rilevare l’esistenza di una situazione potenzialmente irregolare, riferita al supermercato in fase di realizzazione – si legge sul Corriere, che riporta una missiva che il sindaco ha fatto pervenire per il tramite del suo avvocato Cesare Cicorella – e di conseguenza ho provveduto, in termini analoghi a quelli di ogni persona che si fosse trovato nella mia condizione, a segnalare il tutto agli uffici competenti, con modalità assolutamente prive di alcuna significatività, senza “ordinare” ad alcuno di procedere a quanto era doveroso. All’esito di questi accertamenti, il generatore installato è stato sostituito da altro di dimensioni regolari». E qui Ferrarella ricorda che però per quell’episodio il geometra comunale incaricato del sopralluogo è indagato per falso in atto pubblico.

«Nessun ostacolo»

Non ci sarebbe dunque stato «nessun proditorio ostacolo alle iniziative di alcuno, solo l’adempimento di un dovere, nessuna violazione del principio di imparzialità», secondo il sindaco di Busto. «Unico interesse perseguito, correlato alla carica di sindaco, è stato ed è quello alla regolarità e correttezza di ogni fattispecie di interesse pubblico». Antonelli prova così a smontare l’accusa di aver ostacolato l’apertura del supermercato, che è costata a lui (ma anche al Comune, all’allora assessore all’urbanistica Isabella Tovaglieri e a due dirigenti) una causa civile intentata da Coop per un risarcimento da 5,6 milioni di euro. Precisando, nella sua replica, che «non si può dire» che il suo agire abbia «violato specifiche norme di legge o aventi forza di legge», dato che questa condotta «non è più prevista come reato» dopo la modifica nel 2020.

Ora però sarà la giustizia a pronunciarsi, sia in ambito penale che civile. E resta aperto il caso politico scoperchiato dalla vicenda, su cui il sindaco, già oggetto di richieste di dimissioni da parte delle opposizioni, sarà chiamato a chiarire.

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