Fibra ottica alla Canazza di Legnano? Non illudetevi…

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Mi spiace deludere i residenti della Canazza, ma il loro quartiere non sarà connesso con la fibra ottica come hanno richiesto con una raccolta firme questa estate e come pensano di aver ottenuto adesso. Quello che avranno, come riportato nel comunicato di TIM, è una connessione con tecnologia FTTCab, ovvero “fibra ottica fino all’armadio” e in rame nella parte rimanente, ossia dall’armadio alla casa. Si tratta, in altre parole, di un servizio misto fibra/rame che trascina con sé tutti i problemi che caratterizzano le linee metalliche in termini di qualità e garanzia del servizio. Per fare un esempio, mentre con la vera fibra ottica (tecnologia FTTH) si arriva alla velocità di 1 Gigabit (e oltre) al secondo, con la FTTC ci si ferma a un massimo di 200 megabit al secondo.

Da cosa nasce questo fraintendimento? Dal fatto che per troppo tempo gli operatori hanno usato indiscriminatamente il termine fibra, sia quando si trattava di vera fibra ottica sia quando si trattava di una connettività mista. L’intervento correttivo del Garante (AGCOM), che ha introdotto bollini per identificare il tipo di connessione offerta dall’operatore, è stato tardivo e non riesce ancora a fare chiarezza sulle connettività, per cui fibra continua a essere, per molti, sinonimo di fibra ottica.

Ai residenti che hanno sottoscritto la richiesta dico quindi di non illudersi: alla fine dell’anno la Canazza avrà certo una connessione migliore rispetto all’Adsl, ma non la fibra ottica che avevano richiesto. Appare in questo senso stonato l’entusiasmo del loro comunicato, a meno che non valga la logica del “piuttosto che niente meglio il piuttosto”; logica che, purtroppo, non comporta veri avanzamenti e benefici per le comunità che vogliono progredire dal loro stato. I firmatari della richiesta sappiano inoltre che, sottoscrivendo contratti vincolanti oltre i 24 mesi, sarà per loro impossibile, a meno di pensanti esborsi economici, passare alla vera fibra ottica in tempi rapidi. Fibra ottica che, invece, potrebbe essere disponibile nel loro quartiere a breve, anche in un mese procedendo in modo diverso. Sono convinto che tra i promotori dell’iniziativa vi siano persone competenti in economia circolare, gruppi di acquisto solidali e innovazione, ed è a queste persone che vorrei rivolgere la seguente considerazione: come mai un gruppo così coeso non sa guardare in avanti e non sa proporre un nuovo paradigma, dove il proprio denaro lo spende per avere il massimo e non solo un contentino?

Delle 160 famiglie de “La Legnanese”, qualcuno ha mai fatto seriamente i conti sui costi delle telecomunicazioni per ogni singolo nucleo famigliare? È presto fatto, considerando la spesa standard (sottostimata) di 300 euro/anno per ciascuna famiglia: la spesa complessiva dei condomini si attesta a 48mila euro all’anno. Una capacità di spesa tale da giustificare un servizio di connessione in fibra ottica, ma quella vera, una giga simmetrica per tutti. Eppure la logica della subalternità li porta a scrivere allo stesso soggetto che fino a oggi ha incassato i soldi e li ha tenuti in questa condizione.

Dovrebbero insegnare qualcosa le migliori esperienze europee (Inghilterra, Nord Europa), dove la fibra ottica ultraveloce è un servizio di condominio e non una giungla di operatori diversi, garantendo la massima qualità disponibile per tutti i residenti. In tutte queste esperienze succede che l’utente, il cittadino, ha il massimo con una spesa assai ridotta. Di questo ho fatto cenno al promotore della raccolta firme già a luglio.

Da titolare di un’azienda locale di TLC, che ha all’attivo importanti lavori di connessioni in fibra ottica in Brianza e a Cerro Maggiore, sono disponibile a colloquiare con i firmatari della petizione se hanno interesse ad approfondire gli argomenti che ho esposto, con la speranza, in ogni caso, di aver introdotto alcuni elementi di riflessione per tutti loro e per chi vive in situazioni similari.

Marco Liss, amministratore unico Nemo srl

Tim: «Canazza di Legnano coperto al 100% dalla fibra ottica entro la fine dell’anno»

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