Cena in hotel per i Sinti di Gallarate: il giudice si è riservato. Nessuna decisione

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GALLARATE – Sinti sgomberati e cena in hotel contestata: udienza, oggi venerdì 14 dicembre, davanti  della terza sezione civile del tribunale di Busto Arsizio Silvia Torraca. Giudice che si è riservato volendo analizzare tutta la documentazione prodotta dalle parti prima di arrivare a una decisione. Decisione che è attesa entro lunedì, anche se un termine perentorio non c’è.

Decisione forse entro lunedì

Il primo atto giudiziario su una questione che da settimane vede il Comune di Gallarate, in particolare il sindaco Andrea Cassani, contrapposto all’avvocato Pietro Romano, legale dei Sinti sgomberati in quattro giorni (a partire dallo scorso 27 novembre) dal campo di via Lazzaretto. Sessantanove delle persone sgomberate, tra cui 40 minori e 5 anziani, sono state alloggiate in hotel a Somma Lombardo. Per quattro giorni è stata servita la cena agli ospiti. Dal quinto giorno il Comune ha invece chiesto e ottenuto dall’albergo che gli ospiti potessero usufruire esclusivamente di pernottamento e prima colazione. «La cena – ha ribadito Romano – è stata servita per 4 sere consecutive, così come previsto dal contratto. Poi il sindaco avrebbe revocato il servizio. Un servizio già concordato ma soprattutto sancito dal contratto sottoscritto dal Comune con il titolare dell’hotel stesso».

Chiesto il ripristino delle condizioni contrattuali

Romano ha chiesto il ripristino delle condizioni contrattuali già stabilite e a quanto pare già parzialmente pagate dal Comune: l’hotel ha infatti ricevuto dal Comune una prima tranche di pagamento in base al contratto stipulato ammontante a 10mila euro. Romano ha inoltre prodotto una mail di conferma della prenotazione all’hotel sino all’8 gennaio. Romano ha chiesto per i suoi assistiti il rispetto delle condizioni di accoglienza in albergo definite al 30 novembre, ma anche la garanzia di una tutela oltre i 30 giorni, vale a dire fino a che il Comune non attiverà piani d’inclusione. Il Comune, rappresentato dall’avvocato Andrea Lanata ha prodotto un’ampia memoria che, secondo il sindaco Cassani «supporta in modo molto concreto le nostre azioni». La decisione ora spetta al giudice.

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