Busto, la provocazione: trasportiamo il monumento ai Caduti in largo Giardino

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BUSTO ARSIZIOAudio Porfidio, portavoce del movimento La Voce della Città, non molla l’osso. Il monumento ai Caduti rimane il suo principale cavallo di battaglia e, periodicamente, lo ripropone all’attenzione collettiva. Ora, dopo che l’opera è stata trasferita da piazza Vittorio Emanuele a piazza Trento e Trieste, trasferimento contestato da Porfidio che, come ci si ricorderà, fece addirittura indire un referendum, arriva la proposta – come una provocazione – di un nuovo spostamento: da piazza Trento e Trieste alla rotonda in fase di realizzazione in largo Giardino, davanti al palazzo della procura della Repubblica. L’idea ha la firma di Porfidio, e di chi se no?

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Audio Porfidio

“E’ il luogo ideale per onorare i nostri eroi” specifica Porfidio rinnovando una questione che agita le sue notti da diversi anni. Un problema a questo punto virtuale per il semplice fatto che non se ne farà nulla, ma che serve per porre l’accento sui progetti di arredo del grande spartitraffico che si creerà in largo Giardino. Operazione che sta suscitando qualche polemica e un braccio di ferro tra enti per definire cosa collocare in mezzo alla nuova aiuola. Nel frattempo irrompe Porfidio, che rimette in scena il “monumento itinerante”, una novità destinata con tante ragioni a rimanere fine a sè stessa. Comunque, utile per scaldare l’ambiente.

Io però faccio sul serio” incalza l’ex consigliere comunale, sottolineando come la collocazione da lui proposta, dopo la richiesta senza esito di ripoprtarlo in piazza Vittorio Emanuele, sia finalmente quella giusta a fronte del dovere civico di ricordare chi ha perso la vita nelle diverse guerre: “Davanti al palazzo di Giustizia, cioè in contesto istituzionale e di enorme valore“. Con l’obiezione facile a materializzarsi del fatto che lo stesso monumento è conosciuto con la poco nobile e volgare definizione di “tre culi” per via delle tre figure che vi compaiono. Una licenza artistica, si dirà. Ma anche un motivo per vanificare i profondi significati del doppio obelisco, ora sistemato in piazza Trento e Trieste e destinato a rimanere dov’è. Col rammarico di chi lo vorrebbe di nuovo in movimento e altrove.

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