Pro Patria, due giorni in più per trattare il passaggio di quote

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BUSTO ARSIZIO – Quale futuro per la Pro Patria, la squadra bustocca che, dopo aver raggiunto la promozione in serie C, si è aggiudicata anche lo scudetto dei dilettanti? La domanda sorge spontanea all’indomani delle dichiarazioni di Patrizia Testa, presidente della società biancoblù, intenzionata a gestire il prossimo campionato senza aiuti finanziari. “A meno che arrivino da persone specchiate e credibili” ha detto. Un eccesso di prudenza forse dovuto alla burrascosa fine del rapporto professionale con Fulvio Collovati, socio della Pro all’inizio della passata stagione.

Chieste garanzie vere

Ora si è però fatto avanti un gruppo di imprenditori guidato da Marco Calleri, pronto a rilevare anche la maggioranza delle quote societarie, lasciando comunque la presidenza a Patrizia Testa. Gruppo composto tra gli altri da industriali e professionisti conosciuti, anche del territorio. Però, c’è un però a frenare la signora Testa: chiede garanzie vere. Che il gruppo Calleri, a quanto si può sapere, è assolutamente in grado di fornire. E allora? Allora gli acquirenti avevano in un primo tempo posto il termine di mercoledì 6 giugno per avere una risposta definitiva, ma l’avrebbero spostato a venerdì 8, nel tentativo di dare modo alla proprietà di analizzare meglio la proposta. E non è escluso che anche questo ultimo termine possa essere spostato a lunedì 11.

Risultati da difendere in futuro

Del resto, sono in gioco alcuni milioni di euro, quanto serve per approntare e gestire una squadra competitiva in Lega Pro. Non proprio uno scherzo, che richiede uno sforzo economico collettivo importante. Patria Testa è a un bivio, che la carica di responsabilità, benché è a lei e a Nazareno Tiburzi, suo attuale socio, che va riconosciuto il merito di avere tratto la società biancoblù dalle magre figure del recente passato, restituendola alla città e ai tifosi. Un impegno che l’amministrazione civica ha sottolineato lunedì scorso, ringraziando istituzionalmente la Pro Patria. Tanto più che il doppio successo, promozione e scudetto, è arrivato nell’anno del centenario. Un traguardo già entrato nella storia della squadra. Onorarlo, rafforzando la società anche sotto il profilo finanziario, è ora una sorta di imperativo per non gettare al vento quanto di buono e di commendevole è stato messo in cantiere e realizzato sinora.

Pro patria testa – MALPENSA24