Il cibo, lo specchio e il sale della vita

tempo ritmo pellerin

di Ivanoe Pellerin*

Cari amici vicini e lontani, il mondo naturale è un mondo meraviglioso di incredibile splendore e  complessità ma se riflettiamo per un attimo sul solo mondo biologico allora qualche ruga, qualche  disarmonia, qualche deformità può apparire all’improvviso, straordinaria e quasi inconcepibile.

Sono certo che alcuni tra voi hanno già capito dove voglio arrivare. Se è difficile comprendere il  razionale dell’alterazione biologica, cioè della malattia, è ancora più difficile comprendere il “senso” della malattia neoplastica dove il malvagio saprofita cresce fino a distruggere il suo ospite. Ma la realtà ha le sue ragioni alle quali non possiamo in alcun modo sfuggire. Torno allora ad un argomento tra i miei preferiti e vi metto in guardia dalle nostre consuetudini alimentari riguardo  proprio al disastroso malanno chiamato tumore.

Intanto mi fa piacere ricordare che il 5 e il 6 ottobre si è tenuto un convegno nazionale a Malpensa-  Le Robinie Hotel proprio sulla necessaria relazione fra nutrizione e oncologia, cioè su quella che  possiamo definire la prevenzione primaria e la medicina che si occupa dei tumori. Oggi le  percentuali della possibilità di cura ed anche di guarigione sono notevolmente aumentate soprattutto grazie al progresso delle scienze biomediche e della ricerca scientifica. La probabilità di una  ritrovata buona salute è più che raddoppiata negli ultimi trent’anni. Tuttavia è un errore credere che  questo gigantesco problema sia in fase di risoluzione poiché il cancro colpisce ancora un gran  numero di persone.

Pensate un po’! Mangiar bene è uno dei baluardi più efficaci contro i tumori, come dimostrano le  statistiche. Fino a tre su dieci sono i tumori prevenibili con una sana alimentazione, secondo quanto  ci informa l’American Institute for Cancer Research. Anche se si tratta di stime riviste al ribasso  negli ultimi anni, con la scoperta di nuovi fattori genetici che predispongono allo sviluppo di questa  terribile malattia, il cibo che consumiamo rimane uno dei fattori di rischio più rilevanti subito dopo  il fumo e subito prima della sedentarietà.

Mi rifaccio allo studio EPIC, sostenuto da AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro),  che ha osservato per vent’anni le abitudini alimentari dei cittadini europei e che ha confermato  quello che già era sospettato da attenti osservatori. Esofago, stomaco e intestino sono ovviamente  gli organi più direttamente a contatto con il cibo e quindi i più esposti ed anche quelli sui quali una  sana alimentazione può esercitare il miglior effetto. Altri organi possono essere annoverati far quelli “esposti” come il fegato che si può considerare un incredibile sistema di “filtro” per tutte le sostanze ingerite e la bocca soprattutto per quanto riguarda il consumo di alcol. Ciò che mangiamo può  favorire la comparsa di fenomeni infiammatori che sono i terreni di coltura di alcuni tra i più  frequenti tumori come quelli al seno e alla prostata.

Troppi grassi, troppi zuccheri o una dieta sbilanciata possono favorire l’accumulo di peso. L’obesità  è considerata oggi uno dei maggiori fattori di rischio per lo sviluppo di numerosi malanni, per  esempio delle malattie cardio-vascolari e certamente dei tumori. Perciò un occhio d’attenzione a  quanto mettiamo in tavola. Ricerche degli ultimi anni hanno decisamente confermato che una dieta  a basso contenuto di calorie riduce l’incidenza della malattia neoplastica ed “allunga la vita”. Sarà  davvero così? Io credo di sì.

Una diminuzione dell’apporto calorico alimentare sembra avere affetti positivi anche sul sistema  immunitario potenziando le difese contro il cancro. D’ altronde è vero che consumiamo più calorie  di quelle di cui avremmo bisogno. Lo specchio è un ottimo indicatore. Specchio, specchio delle mie brame chi è il più bello del reame? E via con il profilo addominale che ricorda appunto il Monte Bianco! Quindi, diminuiamo un poco il cibo e aumentiamo l’attività fisica che ci consente di  smaltire gli eccessi del sollazzo gastrico. Animo dunque e via con “le gambe in spalla”! Gli zuccheri in eccesso favoriscono i fenomeni infiammatori per l’improvviso innalzamento  dell’insulina. L’insulina viene prodotta dal pancreas e corregge l’aumento della glicemia, cioè del  livello degli zuccheri nel sangue. Però è anche la chiave dell’attività infiammatoria ed è attraverso  questa via che aumenta il rischio della malattia neoplastica. Poiché il tessuto della mammella è particolarmente sensibile a questi due elementi, risulta chiaro che il loro aumento corrisponde  all’aumento del rischio della malattia.

Una rapida carrellata sul cibo. Le fibre sono essenziali in una corretta alimentazione poiché  proteggono dal cancro del colon-retto. Nell’ambito della dieta mediterranea, che ricordo è  patrimonio dell’Unesco, i cereali sono al secondo posto dopo la frutta e la verdura.
Solo un accenno all’importanza della prevalenza dei grassi insaturi e a come sia meglio preferire i cibi vegetali, la  frutta secca (noci, mandorle, ecc…), i semi oleaginosi (zucca, lino, girasole, ecc…) e naturalmente  anche il pesce, meglio quello azzurro. Inoltre occorre limitare la carne rossa, gli insaccati e  ovviamente il burro, lo strutto le margarine e i formaggi e le uova. Ho detto limitare. Questi  suggerimenti vanno presi sempre con la giusta moderazione. Sapete bene che sono da preferire le  carni bianche e magre, il pesce che è ricco di omega 3, la frutta e gli olii vegetali, in particolare  l’olio extravergine d’oliva.

Insomma, cari amici vicini e lontani, spero di non aver contribuito alla depressione ma solo ad una  maggior attenzione a quello che si mette in tavola. Infine affermo che una grande dose di ottimismo  è il miglior sale della vita.

*già direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cure Palliative e Terapia del Dolore dell’ospedale di Legnano

 

Cibo cancro pellerin – MALPENSA24