Malpensa, il Cuv sul Bridge: «Noi contrari. Tre mesi impegnativi, ma passeranno»

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MALPENSA – Il conto alla rovescia segna meno dieci giorni al 27 luglio, quando l’aeroporto di Linate chiuderà per tre mesi e trasferirà quasi in toto i suoi voli a Malpensa. Nelle settimane che hanno scandito l’avvicinarsi al Bridge, presentato ufficialmente da Sea ai cittadini nel corso di un’assemblea pubblica a Lonate Pozzolo, le polemiche relative ai disagi per il territorio non si sono mai placate. Tirando in ballo non solo il gestore dell’aeroporto, ma anche i sindaci dei Comuni del Cuv che oggi 17 luglio si sono riuniti per l’ultima volta prima del giorno zero. E che al termine del loro incontro, hanno messo nero su bianco che «non abbiamo condiviso la scelta del Bridge da parte di Sea. Ma invitiamo tutti a guardare oltre: saranno tre mesi impegnativi, ma passeranno».

Abbiamo cercato ogni soluzione

I sindaci dei nove Comuni del consorzio dell’area di Malpensa sono stati oggetto, di volta in volta, di critiche e attacchi da parte di privati cittadini e comitati, per una presunta mano troppo morbida nei confronti di società ed enti che hanno gestito il Bridge, definito, nell’ultimo vertice sulla sicurezza in Provincia a Varese, «una grande esercitazione per il territorio». Dei disagi, delle ripercussioni su traffico, rumore, inquinamento, i nove sindaci (guidati fino a dicembre dal primo cittadino di Samarate, Enrico Puricelli) sono consapevoli, e spiegano di avere «espresso le nostre perplessità e le nostre richieste, a tutela del territorio che rappresentiamo, in tutte le sedi istituzionali competenti. Durante le numerose riunioni in Prefettura e nella Commissione Ambientale Aeroportuale, abbiamo avanzato proposte in merito alle rotte di decollo, all’installazione di centraline per la misurazione della qualità dell’aria, alle attività controllo del territorio, alla mobilità da e per l’aeroporto, alla carenza di parcheggi, insomma abbiamo operato, per quanto di nostra competenza, per mitigare i disagi dei cittadini che rappresentiamo. Riteniamo infatti che il nostro ruolo di amministratori ci imponga di non limitarci all’espressione del legittimo dissenso, ma di ricercare le soluzioni possibili. E in tale direzione abbiamo operato».

Consiglio straordinario a Samarate

Oggetto di polemiche sono stati anche i 100mila euro che Sea darà ai nove Comuni per reinvestirli in politiche lavorative e sociali: «un caffè a cittadino», secondo i 5Stelle di Samarate, per citarne alcuni. «Falsità messe in giro dalle minoranze, non sono una mancia, ma soldi che aiuteranno chi ne ha bisogno», hanno spiegato a più riprese, fra gli altri, Dimitri Cassani e Stefano Bellaria. Dubbi e perplessità rimangono, al punto che le minoranze di Samarate (i gruppi di Progetto Democratico e Samarate Città Viva) hanno chiesto al sindaco Puricelli convocazione urgente del consiglio comunale per conoscere dettagli del Bridge, esito degli ultimi incontri tra vertici e le misure che, in maniera concreta, anche Samarate pensa di attuare per limitare l’impatto dell’operazione.

Malpensa deve essere sostenibile

Ma oggi, appunto, il Cuv riunito invita tutti, cittadini inclusi, a riflettere ed andare oltre le mere polemiche, perché se è vero che il Bridge sarà una prova non di poco conto, è anche dopo che si deve continuare a lavorare per uno sviluppo sostenibile di Malpensa: «Invitiamo tutti gli attori istituzionali a guardare oltre il Bridge: saranno tre mesi impegnativi, ma passeranno. In autunno Sea predisporrà una versione aggiornata del Masterplan: in quella occasione presenteremo proposte concrete a tutela del nostro territorio. E’ fondamentale che il gestore di Malpensa si confronti apertamente, recependo anche le istanze degli amministratori. Crediamo infatti che solo un aeroporto compatibile ed integrato con il territorio in cui è inserito, può essere recepito dai cittadini come una opportunità e non come una minaccia».

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