REBELOT DELLA VALSERIANA: “Gasp che combini? Ilicic croce e delizia”

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Andrea Beltrami 

Nervosismo e cambi sbagliati. Così si può riassumere la partita di domenica della Dea, iniziata con molte aspettative, dopo la sosta e la lezione di calcio inflitta all’Inter e conclusa con una sconfitta al 92’ che poteva essere risparmiata, anzi. Far giocare Toloi titolare dopo la botta presa contro l’Inter non è stata una mossa molto azzeccata: sceso in campo con i punti è poi uscito alla fine del primo tempo per un problema muscolare già evidenziato dopo i primi 5-10 minuti di gioco, con Palomino e Mancini già pronti a subentrare prima del primo quarto d’ora. Si poteva evitare? Si poteva non far giocare un giocatore non al 100% con tutta la difesa disponibile? La risposta è si: primo cambio “buttato”.

Cambi sbagliati

Masiello al rientro dall’infortunio, che lo ha tenuto ai box le scorse partite, non è stato all’altezza, più per sfortuna che per altro. Un autogol e un tocco di mano chiaramente involontario ma a braccio largo (giusto concedere il rigore all’Empoli) che hanno condizionato il match. La sostituzione di Zapata alla fine del primo tempo con l’ingresso di Pasalic (un fantasma) ha cambiato la partita in peggio. Gasperini probabilmente voleva dare più velocità all’attacco, spostando Gomez a fare la punta insieme ad Ilicic e a supporto proprio il croato ex Chelsea. La sua prova però è stata molto deludente, riuscendo a non farsi notare in campo per 45’ se non al 92’ quando sul corner concesso ai padroni di casa, si è perso Silvestre che libero ha potuto dare la vittoria ai suoi compagni. Un giocatore sicuramente non all’altezza dell’Atalanta e probabilmente anche della Serie A, come evidenziato già nelle scorse partite. Gasp: molto male qua, un cambio che ricorda quello di Dortmund che portò poi alla sconfitta della bella Dea.

Ilicic croce e delizia

Infine Ilicic, il mago che incanta con un azione davvero stupenda “alla Maradona” scartando 6 giocatori empolesi partendo da centrocampo, e servendo uno splendido tacco per l’1-0 bergamasco. Croce e delizia se si può dire così, anche se di delizia non ce ne è molta in questa giornata. Nervoso, cerca di caricarsi la squadra sulle spalle dopo il 2-2, ma finisce per protestare con l’arbitro per un piccolo fallo non concesso e facendosi infine espellere, dopo aver mandato a quel paese il direttore di gara. Salterà il Napoli e quasi sicuramente anche l’Udinese. Non ci siamo proprio. Parliamo di Gasperini. Oggi, come già detto, i cambi sono stati la causa della sconfitta bergamasca. Un Pasalic impresentabile come può valere più di un Rigoni che ha voglia di spaccare il mondo? Ma il Gasp non lo vede. Forse la partita sarebbe andata in modo diverso, ma con i forse non ci si fa nulla. Note positive? Si qualcuna. Un primo tempo, almeno fino al 40’, giocato da Atalanta, con la vera filosofia di gioco del mister espressa subito dopo il calcio di rigore sbagliato da Caputo, con un’azione magistrale da parte della Dea che ha portato al gol di Hateboer, da vedere e rivedere.
L’Atalanta c’è, sicuramente un passo falso, almeno, si spera sia solo quello. Adesso sotto con un dicembre davvero tosto che potrà dire molto sul campionato neroazzurro. Mai mollare, si cade e ci si rialza. Avanti tutta Dea. Mai molà

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