Dimesso Mattia. Il “suo” medico varesino: «Il nostro abbraccio solo rimandato»

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VARESE – «Un’emozione forte. C’è stato d’impulso lo slancio ad abbracciarsi subito bloccato per ragioni di sicurezza. Ci siamo guardati negli occhi. Ci siamo toccati le mani: è stata una scossa». Mattia è stato dimesso oggi, giovedì 16 aprile, dall’ospedale di Cremona dove era stato ricoverato da Massimo Cannavò, chirurgo dell’Asst dei Sette Laghi che proprio in quella struttura Covid stava lavorando come volontario quando il ragazzo è stato ricoverato.

Un abbraccio soltanto rinviato

DIMISSIONI DI MATTIA

LA GUARIGIONE DI MATTIA, IL GIORNO PIU’ BELLOStamattina la dimissione del 18enne cremonese che ha superato il coronavirus. La terapia consigliata dal dottor Bosio: "le carezze della mamma"“Nel momento del ricovero di Mattia la mia vita si è fermata – ha spiegato la mamma Ombretta. "Oggi la rinascita."“E’ stata una esperienza molto dura – ha raccontato Mattia. Ho avuto paura, ma cercavo di non darlo a vedere. Avevo sottovalutato questa malattia. Non pensavo potesse arrivare a tanto. Il giorno più bello? Quando sono uscito dalla terapia intensiva. Ora mi aspetta la maturità. Quando potrò incontrare i miei compagni di scuola sarà bellissimo."La testimonianza di Massimo Cannavò (Medico Chirurgo – Asst dei Sette Laghi) che era in servizio nel Pronto Soccorso di Cremona la notte del 21 marzo, quando Mattia è stato ricoverato.Alla dimissione erano presenti Rosario Canino (Direttore Sanitario), Antonio Collucello (Direttore Terapia Intensiva), Carla Maestrini (Coordinatore Terapia Intensiva), Giancarlo Bosio (Direttore Pneumologia), Morgana Barbarini (Coordinatore Pneumologia), Antonio Cuzzoli (Direttore Pronto Soccorso), Amedeo Bonazzoli (Coordinatore Pronto Soccorso).

Pubblicato da ASST di Cremona – Azienda Socio – Sanitaria Territoriale su Giovedì 16 aprile 2020

La loro storia ha fatto il giro d’Italia con il medico che dice al giovane paziente, di 18 anni appena, di chiamare la mamma per salutarla prima di essere intubato e il ragazzo che tentenna ma poi promette alla madre di tornare da lei. E oggi, questa storia, ha avuto uno di quei finali che è bello raccontare. Mattia è stato dimesso e a Cremona, per quest’occasione così speciale, è tornato anche il dottor Cannavò. «E’ ancora debole ma sta bene – spiega il medico – Quell’abbraccio che non ci siamo potuti scambiare oggi è soltanto rimandato: è una promessa che ci siamo fatti. Di quei giorni, quando era intubato, Mattia non ricorda naturalmente nulla. Non ha dimenticato, però, quello che mi ha detto prima di essere sedato: ho paura di morire. Era grave ma lo abbiamo rassicurato: gli abbiamo detto che ce l’avrebbe fatta e che eravamo tutti lì per lui. E’ andata così e oggi è stata una gioia fortissima vederlo in dimissione».

Non sottovalutate questa malattia terribile

E Mattia oggi ha detto la sua lanciando un messaggio importantissimo su quanto questa malattia sia pericolosa e sulla necessità di non sottovalutare la situazione. Di non abbassare la guardia: «E’ stata una esperienza molto dura – ha raccontato il ragazzo – Ho avuto paura, ma cercavo di non darlo a vedere. Avevo sottovalutato questa malattia. Non pensavo potesse arrivare a tanto. Il giorno più bello? Quando sono uscito dalla terapia intensiva. Ora mi aspetta la maturità. Quando potrò incontrare i miei compagni di scuola sarà bellissimo». Il momento più toccante? «Quando gli ho regalato il cuore di cartone realizzato da mio figlio Carlo – spiega Cannavò – Ornella, la mamma di Mattia, aveva poi commentato quella foto postata per incoraggiare suo figlio. Quel cuore oggi appartiene a loro». La mamma del diciottenne ha voluto ringraziare tutti i medici che hanno curato il suo ragazzo: «Nel momento del ricovero di Mattia la mia vita si è fermata – ha spiegato – Oggi la rinascita».

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