A Busto nel Giorno della Memoria gli studenti diventano custodi del passato

busto giorno memoria

BUSTO ARSIZIO – «Oggi onoriamo le vittime dell’Olocausto e i paesi alleati le cui truppe hanno combattuto e sono cadute per la loro liberazione. Onoriamo i sopravvissuti: il loro numero diminuisce ogni giorno ed è il nostro compito, il compito della generazione successiva, di portare la fiaccola della memoria». E’ su queste parole che l’allora segretario generale dell’Onu Kofi Annan pronunciò nel 2005 alle Nazioni Unite in memoria della Shoa che Marta, giovane studentessa del liceo Crespi di Busto, oggi, sabato 26 gennaio, si è commossa lasciando infine che la voce le si spezzasse. Accanto a lei il sindaco di Busto Emanuele Antonelli s’è chinato in un gesto spontaneo abbracciandola. Ed è questa, probabilmente, l’immagine più bella, l’immagine che più trasmette speranza, sbucata fuori all’improvviso durante le celebrazioni per il Giorno della Memoria.

La commozione di Marta e l’abbraccio di Antonelli

Una giovane, il futuro, che fa così proprio quanto accaduto in un orribile passato, da diventare testimone e insieme garanzia che quella memoria non sarà mai perduta. E un sindaco, un’istituzione, che la sorregge, che le è al fianco passo a passo. E’ poi lo stesso Antonelli a riassumere questo concetto prezioso una volta che, dopo il momento di riflessione al Tempio Civico, la posa della corona ai piedi del monumento ai caduti, il corteo commemorativo ha raggiunto, questa mattina, l’aula del liceo Crespi intitolata a Angioletto Castiglioni, sopravvissuto che non ha mai smesso di testimoniare l’orrore dei lager nazisti e che ai giovani bustocchi e non solo ha lasciato un’eredità preziosa. «Ero in auto l’altro giorno con la radio accesa – ha detto il primo cittadino – Ho sentito una notizia che mi ha colpito molto: si diceva che i sopravvissuti all’Olocausto temono la morte. Non perché abbiano paura di morire, ma perché spaventati dal fatto che con loro se ne andrà anche la memoria di quello che è accaduto. E il ricordo di quell’orrore è la miglior difesa affinché il passato non si ripeta». Antonelli ha quindi guardato l’aula piena di studenti e ha citato la giovane Marta: «La sua commozione dimostra come lei, come tutti voi, non abbia semplicemente letto un testo come compito da fare a casa. Marta ha compreso sino in fondo il valore di quelle parole, le ha fatte sue, ha compreso in profondità. Io credo che con giovani come voi la memoria sarà sempre al sicuro. Sarà custodita e tramandata, non andrà mai perduta».

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«Con giovani come voi la memoria è protetta»

Quello di affidare la “regia” delle commemorazioni del Giorno della Memoria alle scuole cittadine è un cammino che l’amministrazione di Busto Arsizio ha intrapreso da tempo. «Ringrazio l’assessore Gigi Farioli – ha detto il sindaco – Per il lavoro svolto e per il risultato raggiunto: tutti i nostri giovani sono stati coinvolti in questo progetto». Presenti alla celebrazione, oltre a Farioli, gli assessori Manuela Maffioli e Mirian Arabini, il presidente del consiglio comunale Valerio Mariani, oltre a tutte le autorità cittadine. Dopo l’esibizione del coro del Crespi, la mattinata è proseguita con la presentazione dei lavori di approfondimento realizzati dai ragazzi guidati dalla professoressa Loredana Mottura sul Monumento dei caduti nei Lager di Muzio Merelli e su Camp Des Milles (Francia). Infine i presenti hanno potuto ammirare anche un’ anteprima della mostra “Memoria, Memorie”.

Questa sera “Come una rana d’inverno” al Sociale

Alle 21, di questa sera, infine al teatro Sociale di Busto Arsizio, andrà in scena lo spettacolo Come una Rana d’inverno di Antonella Colombo a cura del Centro Arte Danza al teatro Sociale. Lo spettacolo, interpretato  dai ballerini del Centro Arte Danza, fa rivivere con l’apporto di immagini, video, musiche, parole e danza, le tragedie di un’epoca storica che vorremmo non si ripresentasse all’umanità. Nello scenario della Varsavia del 1943, un giovane insegnante ebreo, Yosef, riesce a nascondere e salvare dai campi di sterminio tanti piccoli bambini, segnati ormai dal loro tragico destino. Compie questa impresa grazie all’aiuto di tanti uomini e donne, che mettono a rischio la propria vita e quella dei familiari. Figura di spicco è quella di Ester, una giovane infermiera che aiuterà Yosef nella disperata impresa. Lo spettacolo sarà replicato per le scuole nella mattinata del 28 gennaio.

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