Ai domiciliari, va in bici nei boschi dello spaccio: marocchino arrestato dalla Polizia

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Era agli arresti domiciliari, ma se ne andava in giro in bicicletta nei “boschi della droga”. Notato da un agente della Polizia di Stato “fuori servizio”, un marocchino di 32 anni con numerosi precedenti è stato riportato dietro le sbarre dagli uomini del Commissariato di Busto Arsizio.

Già arrestato a febbraio

L’uomo, residente in città, aveva commesso il suo ultimo reato nel febbraio scorso, quando era stato arrestato per tentata rapina e violenza privata: pur essendo già sottoposto a sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, si era presentato in una pizzeria gestita da connazionali e aveva afferrato la borsa che la titolare teneva a tracolla, gridando di consegnargli i soldi e minacciando di ammazzarla in caso di rifiuto. La vittima, che aveva opposto un’energica resistenza, era caduta a terra con il vestito strappato, ma proprio in quel momento era arrivata la volante, chiamata da alcuni testimoni, che aveva bloccato il malvivente mentre cercava di allontanarsi in bicicletta.
Il marocchino nel frattempo aveva ottenuto gli arresti domiciliari, ma quella bicicletta anche stavolta lo ha “tradito”.

Hai voluto la bicicletta?

Qualche giorno fa infatti è stato notato da un agente del Commissariato di via Foscolo, libero dal servizio, mentre in sella al suo mezzo a due ruote percorreva una strada che attraversa una zona boschiva in territorio legnanese caratterizzata dalla presenza del fenomeno dello spaccio. Immediata la segnalazione alla Corte d’Appello, che sta trattando il secondo grado del giudizio relativo alla rapina, che ne ha disposto la traduzione in carcere, eseguita ieri dagli agenti della Polizia di Stato di Busto Arsizio.

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