Dopo il lockdown il Museo Castiglioni di Varese riapre con due mostre

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VARESEIl Museo Castiglioni di Varese riapre mercoledì 10 febbraio con la mostra fotografica nata da “Libri di sabbia”, documentario sulle biblioteche del deserto girato in Mauritania dal giornalista e filmmaker Maurizio Fantoni Minnella. Insieme a “Parole di sabbia” dal mercoledì al venerdì dalle 14 alle 20 sarà possibile visitare “L’occhio dell’Africa”, esposizione delle testimonianze e dei resoconti di viaggio di esploratori, viaggiatori e scrittori nel Continente Nero tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo.

Le antiche città carovaniere del Sahara

“Parole di sabbia” si sviluppa a partire da un percorso in due antiche città carovaniere del Sahara mauritano nella regione dell’Adrar e negli scrigni di terra cruda che conservano gelosamente i tesori ancora oggi poco conosciuti della cultura sahariana: gli antichi manoscritti medievali e i libri a stampa tramandati di generazione in generazione e custoditi in biblioteche private di antiche famiglie locali come segno di civiltà e di prestigio.
Le cosiddette villes anciennes di Ouadane, Chinguetti, Tichitt e Oualata, fondate a partire dall’undicesimo secolo e oggi patrimonio Unesco, conobbero un periodo di grande splendore tra il quindicesimo e il diciannovesimo secolo; fu il ruolo di crocevia di scambi e di traffici commerciali con tutta l’Africa Occidentale a farne importanti centri di cultura e d’insegnamento non solo di materie coraniche, ma anche letterarie e scientifiche.
La cultura scritta andava progressivamente sostituendo quella che per secoli si era basata sulla trasmissione orale dei saperi. I libri, rari e preziosi, talora di inestimabile valore, giungevano sin qui dal Cairo e dalla Mecca, come oggetti di scambio insieme a merci più disparate, come pietre preziose, pelli pregiate e animali. Un patrimonio unico della conoscenza umana che testimonia il grado di civiltà raggiunto dai popoli del deserto oggi purtroppo in pericolo, compromesso da due fattori naturali: l’avanzata del deserto e la presenza delle termiti.

L’uomo occidentale e l’idea dell’Africa

“L’occhio dell’Africa”, a cura dell’associazione culturale FreeZone, presenta alcune tra le più importanti testimonianze letterarie di esploratori, viaggiatori, viaggiatrici e scrittori sull’Africa del diciannovesimo e ventesimo secolo. A questo si uniscono le riflessioni e gli studi di antropologi e di etnologi che hanno conferito dignità a una terra, una cultura e una civiltà, quella del Continente Nero, che per secoli, e ancora oggi, è stata colonizzata e sfruttata per le sue immense risorse naturali. I testi in mostra rappresentano l’evoluzione dell’idea dell’Africa da parte dell’uomo occidentale, elaborata sia attraverso la scrittura, giornalistica e letteraria, sia attraverso lo sguardo che diventa immagine, icona fotografica, partendo proprio da quell’esperienza di viaggio che riunisce l’esploratore, il viaggiatore, lo scrittore e lo studioso in una sola persona.

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