Accam: Salvini, Fontana e Antonelli “inceneriscono” il centrodestra bustocco

antonelli salvini fontana accam

BUSTO ARSIZIO – Domani sera, martedì 20 novembre, il consiglio comunale di Busto Arsizio si esprime sul futuro dell’inceneritore di Borsano. Un parere che inciderà nell’assemblea dei 27 Comuni soci del consorzio Accam convocata per mercoledì 21, assemblea chiamata a decidere se chiudere, e quando, o se tenere in funzione gli impianti di Borsano. Un dilemma che si protrae da qualche decennio senza che la politica e, per la politica, i sindaci sua espressione, sia riuscita a risolvere la questione. Anzi, invece di risolverla è andata complicandola nel tempo. Fino all’attuale contesto, dentro al quale se ne sentono di tutti i colori e a ogni livello.

Lega e Forza Italia mediano

In città, Lega e Forza Italia, cioè il centrodestra, si sono accordati per una soluzione mediana: forni di Accam spenti il prima possibile, subito dopo aver scongiurato il fallimento della società, e comunque non oltre la data del 2027, limite massimo previsto. Attenzione, in un primo tempo, ampi settori del Carroccio premevano per abbassare la saracinesca nel 2021, ma in contrasto con i conti della società, impossibilitata a garantire per ragione temporali troppo stretti la sostenibilità economica, cioè evitare il default. Sempre in un primo tempo, Forza Italia si era spesa per il 2027, ritornando poi sui propri passi e allineandosi alla Lega.

Antonelli va da solo

Però, c’è un però: il sindaco Emanuele Antonelli viaggia in controtendenza rispetto alla maggioranza che lo sostiene, affermando che l’inceneritore è comunque una risorsa se gestito in maniera oculata. Che abbia torto è tutto da dimostrare, evidentemente. Se non abbiamo capito male, il primo cittadino propenderebbe per un aggiustamento della società, magari aprendola ai privati, e avviandola a maggiori profitti. Fermo restando appunto che lo smaltimento dei rifiuti produce profitti. Il problema è che mantenendo questa posizione, Antonelli aprirebbe un caso politico: Lega e Forza Italia da una parte, lui da un’altra.

Salvini e Fontana favorevoli agli inceneritori

Una posizione, questa del sindaco, che però gode del sostegno indiretto di Matteo Salvini, leader leghista favorevole ai termovalorizzatori. Le sue considerazioni in tal proposito tengono le prime pagine dei giornali proprio in questi giorni perché in rotta di collisione con ciò che affermano gli alleati al governo, i Cinque Stelle, decisi a chiudere tutti gli inceneritori, compreso quello di Busto Arsizio.
Sulla linea di Salvini si inserisce Attilio Fontana, governatore leghista della Lombardia. Testuale da un’intervista di oggi, 19 novembre, sulla Stampa: “I 13 inceneritori della Lombardia non solo sono puliti ma anche assolutamente controllati…”. Poi ancora: “Posso dire che la nostra Regione è virtuosa in questo senso, siamo considerati un esempio anche all’estero: i controlli sono costanti, gli impianti perfetti”. Pleonastico osservare che tra i 13 impianti a cui accenna Fontana c’è anche l’inceneritore bustocco.

Confusione massima

E allora? Allora non si capisce più nulla, se non per il fatto che in sede locale si ragiona anche in prospettiva elettorale, cercando di assecondare i tanti malumori che girano attorno ad Accam e alla sua struttura. Ma senza spingersi oltre, pur consapevoli che lo smaltimento dei rifiuti è una necessità ineludibile e che, se gestito correttamente, potrebbe essere davvero una risorsa. Come sinora è andato predicando Antonelli. Al di là della grana politica che sorgerebbe se domani sera in consiglio comunale dovesse votare in dissenso dalla “sua” maggioranza. A meno che prevalga – come si sente dire – la ragion di stato. Si vedrà.

Cattaneo: piccoli inceneritori da chiudere

“Dei 13 impianti lombardi che sono autorizzati per 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti è possibile che alcuni impianti piccoli, che sono ben al di sotto della soglia di utilizzazione di 100mila tonnellate all’anno, più vecchi e più risalenti possano essere dismessi nei prossimi anni a venire senza compromettere il sistema. Ciò non inficerà il modello lombardo, anzi ne conferma la sua esemplarità virtuosa”. Lo afferma in serata l’assessore regionale all’Ambiente, Raffaele Cattaneo. Accam incenerisce attualmente circa 10mila tonnellate al mese, ma è un impianto sottoutilizzato e, se rimesso in asse, capace di “bruciare” rifiuti in quantità ben maggiore.
Chiosa Cattaneo in un lancio di Lombardia notizie: “I termovalorizzatori, utilizzati a completamento di un sistema con controlli ogni ora per tutto l’anno in tempo reale, sono certamente meno dannosi per l’ambiente e la salute dell’unica alternativa rappresentata dalla discarica”.

 

Antonelli salvini fontana accam – MALPENSA24