Accam: si bruceranno rifiuti fino al 2027. L’assemblea dei soci vota la proroga

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BUSTO ARSIZIO – Si spegne nel 2027. Forse prima. Ma solo se le condizioni economiche della società lo consentiranno. Passa a maggioranza anche nell’assemblea dei soci lo slittamento dal 2021 al 2027 dello spegnimento di Accam. Assemblea che recepisce anche l’impegno di anticipare i tempi riguardo la cessazione dell’attività dell’impianto. Ovvero la posizione votata ieri in consiglio comunale a Busto.

Ci sono tutti ma votano in pochi

I sindaci o i loro delegati, oggi, giovedì 21 novembre, sono arrivati alla spicciolata in Accam, sede scelta per riunire i soci. C’è anche chi si presenta piuttosto in ritardo sull’ora d’inizio dell’assemblea fissata per le 17. Assemblea che si tiene a porte chiuse. Tutti fuori quindi: la stampa, una solitaria contestatrice, il comitato ambientalista e perfino il consigliere grillino Luigi Genoni.

La riunione, decisiva per capire se si deve andare avanti o chiudere al 2021, dura poco più di due ore. Anche perché lo slittamento non è l’unico punto all’ordine del giorno. E’ però il più importante. Quello decisivo. A conti fatti i presenti rappresentano l’82 per cento delle quote e il rinvio al 2027 passa con il 59 per cento dei voti favorevoli. Contrari il 31%. Il resto sono gli astenuti. Ma non tutti i soci presenti prendono parte a questa votazione, poiché alcuni dei sindaci non ha fatto il passaggio nel proprio consiglio comunale e di conseguenza non ha in mano il mandato per poter esprimere il voto.

L’assemblea, oltre allo slittamento, approva anche l’impegno, proposto dal Comune di Busto, di chiudere l’impianto anche prima della nuova data fissata, ovvero appena le condizioni economiche della società lo permettono. E che secondo le stime del piano industriale approvato con lo spostamento, potrebbe essere il 2025.

Gli altri punti discussi

Altro nodo da sciogliere era quello dei soci che non conferiscono, di quelli già pronti a cedere le quote come Gorla Maggiore e Pogliano e dei nuovi Comuni che invece hanno già dato la disponibilità ad entrare in società e conferire rifiuti. Tra questi vi sarebbero Castronno, Cassano Magnago e Cairate. Questi ultimi due Comuni già soci, come anche Castellanza, della Sieco. Un discorso questo abbozzato, poiché ora con il piano industriale approvato la priorità è anche quella di rimettere in sesto le finanze. Processo questo che non potrà prescindere dal discorso relativo ai soci che, pur potendo entrare in tutte le decisioni sulla vita della società, non conferiscono rifiuti in Accam, creando quindi una perdita.

 

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