Barcaro: «A Somma sta facendo tutto Spes. Ma il centrosinistra voleva chiuderla»

alberto barcaro somma

SOMMA LOMBARDO – La Spes, la società municipalizzata del Comune di Somma Lombardo, venne presentata nel 2009 come «il braccio armato dell’amministrazione». Ma non fu così, almeno inizialmente. Il primo cda, formato da Mario Bistoletti, Paolo Tatti e Fernando Torreggiani, viene ricordato sopratutto per le farmacie in perdita, l’aumento spropositato dei buoni pasto e lo scandalo dell’appalto delle lampade votive, emerso pochi giorni fa. La svolta avvenne nel 2103, quando la Lega si impose in maggioranza e fece nominare Andrea Gambini come amministratore unico, mantenuto al vertice della società anche dal centrosinistra quando vinse le elezioni del 2015.

Alberto Barcaro, segretario della Lega di Somma Lombardo, con Gambini ci avevate visto giusto?
«L’Amministratore unico di Spes, militante della Lega e commissario della sezione varesina, diventò responsabile della partecipata comunale  a fine 2013 dietro indicazione dell’allora segretario cittadino della Lega e nomina del Sindaco. Nel bilancio 2015, dopo un anno intero di gestione, si iniziarono a vedere i frutti di un cambio radicale di gestione. Era impossibile raccogliere gli eventuali risultati subito, tant’è vero che l’amministrazione di centrosinistra, al governo della città dal giugno 2015, aveva messo nero su bianco la chiusura della partecipata nel suo programma elettorale».

E poi cos’è cambiato secondo lei?
«Rendendosi conto che con un amministratore unico la Spes avrebbe potuto dare un servizio alla città, cambiò immediatamente idea affidando alla società  la realizzazione di quasi tutte le migliorie fatte in questi anni, a partire dagli impianti sportivi, e riconfermando lo stesso Gambini ai vertici della partecipata».

Eppure  l’attuale assessore Edoardo Piantanida (Somma al centro) dice che se la piscina è ancora aperta è merito loro.
«Vero è che un bando per la gestione e ristrutturazione della piscina andò deserto, ma vero è anche che Spes aveva già previsto una gestione diretta dell’impianto con l’aiuto dell’Azzurra sub. Il vecchio gestore abbandonò quasi dalla sera alla mattina la gestione, e Spes continuò ininterrottamente il servizio non addebitando nessun costo agli utenti. La piscina non chiuse mai. Era pronto e condiviso un piano di ristrutturazione urgente nel caso in cui la gara fosse andata deserta, e così fu. Il piano partì a fine giugno, quando la giunta Bellaria si insediò il 15 giugno. Impossibile in 15 giorni mettere a punto un tale lavoro, ma va benissimo così. Non vogliamo meriti, il bene della città viene prima di tutto, ma tale precisazione è necessaria ancora una volta ed è presente anche nelle dichiarazioni fatte dall’Amministratore unico in occasione della prima inaugurazione. Qualcuno forse avrebbe preferito invece dare in gestione la ristrutturazione della piscina a un gestore proveniente dal Milanese, che tra l’altro si presentò un’ora dopo la chiusura della presentazione delle offerte. Noi non lo dimentichiamo».

Passiamo ai cimiteri, per anni in stato di incuria denunciano da Spes.
«Comprendiamo le dichiarazioni di Gambini, lui deve tutelare anche Il non operato dell’amministrazione, ma precisiamo che non sono 15 anni che non si facevano manutenzioni. Ricordo che l’ultima fatta all’esterno dell’ingresso vecchio del cimitero risale alla fine del 2014».

Con la maggioranza siete in contrapposizione anche sull’ampliamento del cimitero, che invece – lo dicono i numeri – appare come una necessità.
«L’Amministratore unico ha anche qui ragione quando dice che non può vendere eventuali loculi prima della necessità, ma perché deve, anche in questo caso, coprire la non lungimiranza della giunta comunale. Bastava leggersi il punto 2 del regolamento regionale del 2009, ma forse l’assessore, essendo troppo impegnato,  non si è documentato e ha preferito “liberarsi” di 1.115.000 euro perché non aveva progetti pronti. Preciso che il via all’ampliamento del cimitero avvenne nel 2015, ancora con la vecchia amministrazione E che a fine 2015 ci fu uno scontro mediatico sull’immobilismo, a nostro avviso, del Comune.

Immobilismo?
«Sì e le faccio un altro esempio più attuale. Il giornalino comunale, arrivato in questi giorni nelle nostre case, parla dell’ampliamento della scuola di Mezzana. Il rappresentante principe di Somma al Centro Gerardo Locurcio, nonché presidente del consiglio comunale e referente dell’assessore Piantanida, indica la nuova costruzione come una soluzione pronta, con progetto pagato da chi li ha preceduti. Se il progetto era pronto, e ne erano sicuri, avrebbero potuto portarlo a compimento, almeno burocraticamente, impegnando i soldi. Ma non documentandosi, né l’assessore né il sindaco e la giunta hanno preferito utilizzare una “manovra veloce” per impegnare i soldi che il governo Lega ha messo nella disponibilità dei Comuni. In tre anni la giunta di Somma Lombardo avrebbe potuto cambiare il Piano cimiteriale e la soluzione per l’ampliamento del cimitero sarebbe già cosa fatta. Non fosse arrivata da Roma questa possibilità economica per gli enti locali, Spes come avrebbe fatto? Cosa avrebbe fatto? Cimitero o Fattorie Visconti? La memoria è vero, gioca brutti scherzi, ma soltanto quando fa comodo. Per non parlare poi delle rete del campo Mossolani».

Parliamone invece.
«La manutenzione del verde a Somma lascia a desiderare, anche se l’amministrazione, quando abbatte piante, abbiamo appurato in area cani e in piazza a Maddalena che non le rimette, come invece impone ai cittadini. Ciò premesso, l’assessore così presente non si è forse accorto che un albero in un terreno comunale cadendo  ha rotto parte della recinzione a nord del centro sportivo? Era l’agosto scorso e Gambini, giustamente, ha detto che non è di sua competenza. Ma per benevolenza, forse non ha voluto dire che la rete si è rotta a causa delle piante comunali».

alberto barcaro somma – MALPENSA24