Busto solidale, dalle gelaterie centinaia di bicchieri di carta per il reparto Covid

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BUSTO ARSIZIOLa macchina della solidarietà è partita, e contrasta con forza l’avanzata, sempre più preoccupante, del coronavirus. Tanto che all’appello del reparto Covid dell’ospedale di Busto Arsizio sulla necessità di bicchieri in cartone, rispondono subito alcune gelaterie della città. «Un gesto di altruismo che ci dà speranza in questa situazione catastrofica», spiega l’infermiera che ha fatto partire l’iniziativa.

Il disagio dei bicchieri di plastica

Appena una settimana fa un’infermiera del reparto di terapia subintensiva Covid, Isabella Colombo, ha lanciato un appello su Facebook, chiedendo bicchieri in cartone, come quelli usati dalle gelaterie per distribuire le granite. «I nostri pazienti Covid possono utilizzare solo prodotti monouso, che ovviamente l’ospedale fornisce». Tuttavia, il problema si presenta quando la mattina si distribuiscono le bevande calde. «I bicchierini di plastica sono troppo piccoli e leggeri, e a volte i pazienti si scottano, oppure rovesciano il contenuto. E anche per noi infermieri, che  dobbiamo passarceli di mano in mano per entrare in zona rossa, è chiaramente un disagio».

L’ospedale chiama, le gelaterie rispondono

Ecco allora che a Colombo viene un’idea. «Perché non usare i bicchieri più grandi, in cartone, come quelli delle gelaterie? Sono mille volte più comodi e, certo non faranno la differenza sulla salute dei nostri pazienti, ma è comunque un gesto di attenzione in più». Un appello subito accolto dalla comunità di Busto Arsizio, che ha mostrato ancora una volta la sua solidarietà.

«Generalmente è l’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) che si occupa delle donazioni, ma qui in ospedale è tutto molto caotico e in pochissimo tempo ci siamo ritrovati in una situazione catastrofica. Quindi ho contattato alcuni amici e anche il vicesindaco Manuela Maffioli, perché ho visto che è sempre in contatto con le realtà commerciali della città, ed effettivamente lei mi ha aiutata a trovare delle gelaterie disponibili ad aiutarci», spiega l’infermiera.

Che si è vista recapitare nel giro di pochi giorni vari scatoloni di coppette, in primis dalla gelateria Koki e Dolce sogno. Ma a dare la loro disponibilità sono state anche il Sedici Gusti, Kali e Ciuen. Non solo i commercianti, ma anche i cittadini privati hanno risposto con entusiasmo all’appello, donando quanto possibile. «Non posso che ringraziare chi ci sta aiutando, anche perché sono arrivati scatoloni addirittura dal Piemonte», dice Colombo.

Una luce in un tunnel buio

«Uno slancio di solidarietà che mi ha lasciata davvero a bocca aperta», commenta Colombo, ripensando alle dure giornate in corsia. «Il nostro reparto è quello che precede la terapia intensiva, quindi la situazione dei pazienti è davvero pesante. E tutti i 30 posti letto che abbiamo sono attualmente occupati. Quindi qualunque aiuto è sempre più che benaccolto».

Turni lunghissimi, niente riposo e uno stress emotivo e fisico intenso. E’ questa la quotidianità per il personale sanitario a Busto Arsizio, e non solo. «Ma sentiamo la vicinanza della comunità, anche in piccoli gesti come questi, che chiaramente non salvano la vita, ma per qualche settimana renderanno il comune scodellamento più semplice», conclude l’infermiera.

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