Cassani a Radio24: «Pronta la delibera per la demolizione del campo sinti di Gallarate»

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GALLARATE – La delibera per la demolizione del campo sinti di Gallarate è pronta e domani, mercoledì 17 giugno, verrà portata in giunta per l’approvazione. Ad annunciarlo è il sindaco Andrea Cassani, ospite questa mattina della trasmissione radiofonica di Radio24 “Uno, nessuno, 100Milan” condotta da Alessandro Milan e Leonardo Manera.

Le ruspe in arrivo

Cassani ha annunciato che la delibera di giunta conterrà uno stanziamento (pari a circa 50mila euro) per la demolizione degli immobili abusivi e la spostamento di tutto ciò che è su ruota e che si trova al campo di via Lazzaretto. «I sinti – ha spiegato in collegamento telefonico dal suo ufficio – non pagano le bollette dalla notte dei tempi e questa situazione deve finire. Se vogliono continuare a vivere in una roulotte a Gallarate non c’è posto, il bando per gli alloggi pubblici lo abbiamo aperto ieri e possono partecipare anche loro. Quel campo è abusivo almeno dal 2009 e a me interessa riportare la legalità» (per riascoltare il podcast della puntata clicca qui)

Le associazioni pro-sinti

Proprio oggi è pervenuta a Palazzo Borghi la lettera di risposta a Cassani delle associazioni che si sono schierate contro lo sgombero del campo, a cui il primo cittadino aveva chiesto di dimostrare attivamente la vicinanza ai Sinti prendendosi carico di una o più famiglie nella fase immediatamente seguente alla demolizione. «A Gallarate le associazioni continuano ogni giorno, come hanno sempre fatto, a impegnarsi concretamente nell’aiuto alle famiglie in stato di bisogno – italiane e non – ma non possono supplire alle funzioni della pubblica amministrazione né risolvere i problemi che Lei stesso intende creare con la Sua decisione di sgomberare ad ogni costo i sinti di via Lazzaretto», scrivono Acli, Anpi, Cgil e le altre associazioni pro-Sinti. «Ribadiamo, come abbiamo sempre sostenuto, che gettare sulla strada da un giorno all’altro con la forza pubblica uomini, donne, bambini e anziani può soltanto aggravare sofferenze e marginalità sociale, oltre ad essere contrario ai principi della nostra Costituzione che Lei, come Primo cittadino, è innanzitutto tenuto a rispettare e salvaguardare in ogni situazione riguardante cittadini e residenti gallaratesi, indipendentemente dalla loro appartenenza o identità culturale. La nostra sensibilità sulla tematica del campo Sinti non La esime dal Suo ruolo di pubblico amministratore, che, come tale, ha la piena responsabilità delle Sue decisioni e delle conseguenze che ne derivano».

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