Gallarate, il caso Sinti arriva sul tavolo di Salvini. FdI: «L’area va sgomberata»

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GALLARATE – Il caso Sinti arriva sul “tavolo” del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Marco Osnato, deputato di Fratelli d’Italia ha infatti presentato un’interrogazione parlamentare nella quale, dopo aver ripercorso l’intera vicenda dallo sgombero dell’area di via Lazzaretto «dove erano stati riscontrati problemi di abuso edilizio» sino all’occupazione «abusiva di un’area appartenente a un privato» in via Aleardi, chiede al ministro «Quali iniziative la Prefettura intenda prendere, per quanto di competenza, per liberare quest’area da quella che si configura come un’occupazione abusiva, anche a fronte di gravi situazioni di incompatibilità con i residenti del quartiere e di problematiche di sicurezza viabilistica e igienica».

«La nostra è una battaglia sociale»

gallarate sinti salviniOsnato, con il consigliere comunale e regionale di Fratelli d’Italia Giuseppe De Bernardi Martignoni, settimana scorsa aveva fatto un sopralluogo al campo di via Aleardi. «Sono stati gli stessi residenti del quartiere a contattarci – spiega De Bernardi Martignoni – Abbiamo verificato che in quell’area insiste una situazione che deve essere risolta in tempi rapidi. Premetto – aggiunge il consigliere – che quest’intervento non vuole essere una critica nei confronti di amministrazione e polizia locale. Anzi rivolgiamo al sindaco Andrea Cassani, al nostro assessore alla Sicurezza Francesca Caruso e agli agenti del comando di polizia locale un plauso per come la situazione è stata gestita. E’ chiaro, però, che adesso l’area di via Aleardi va liberata». De Bernardi Martignoni precisa anche che «non vogliamo fare della vicenda una battaglia politica all’ultimo respiro. Ci limitiamo a sottolineare che la situazione è viabilisticamente pericolosa per gli stessi Sinti, che le condizioni igienico-sanitarie in cui vivono non sono ottimali, che forze politiche appartenenti alla destra più estrema hanno dato segnali in merito alla vicenda e che i residenti sono oggettivamente preoccupati per la situazione. Non è una battaglia politica ma sociale: risolvere il problema del campo è necessario per tutti. Per i residenti e per i Sinti stessi», conclude De Bernardi Martignoni.

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