Galparoli (FI): «Antonelli ha ragione. E Varese è oramai il dormitorio di Busto»

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Piero Galparoli non alza la voce, ma la mano per dire: "Ci siamo anche noi"

VARESE – «Il sindaco Antonelli ha ragione. E Varese oramai sta diventando il dormitorio di Busto Arsizio». Non ha mezze misure Piero Galparoli, consigliere comunale di Forza Italia a Varese, che coglie l’intervento del primo cittadino bustocco e anche l’occasione per tirare una scudisciata al sindaco di centrosinistra Davide Galimberti.

Tutto nasce da qui. Ovvero da una riflessione di Emanuele Antonelli sugli impianti sportivi di Busto e nella quale, il sindaco, senza un particolare intento polemico, ha spiegato, a seguito di una specifica domanda, che «uno dei segreti dei successi sportivi delle società bustocche sono proprio le strutture d’altissimo livello e tenute negli anni alla perfezione grazie a una serie di lavori e interventi». E siccome il primo cittadino era stato stimolato sul paragono con lo sport Varesino che non sta attraversando un grande momento, aveva aggiunto: «Manutenzioni che forse a Varese nel tempo non hanno fatto».

Ed è proprio l’eco di questa dichiarazione che viene raccolto da Piero Galparoli: «E ora che Varese inizi a prendere esempio da Busto Arsizio. A partire dagli impianti sportivi. I loro sono nuovi ed efficienti e i nostri non sono certo messi bene. Il problema però è che questa amministrazione non ha una visione sulla città, che in due anni e mezzo di governo di centrosinistra si è spenta». E ancora: «Dallo stadio al palazzetto, passando per la piscina comunale. Abbiamo impianti che forse non conviene più riqualificare, perché ormai datati. Il rischio sarebbe quello di buttare risorse economiche. Credo sia venuto il momento di ripensare in maniera più ampia la questione delle strutture sportive e di rimettere sul tavolo il tema della cittadella dello sport a Varese. Perché, ad esempio, questa amministrazione non aliena le strutture, fa cassa e investe finanze per dare vita a una polo sportivo nella zona dell’ippodromo? Semplice, perché non ha idee. E poi ci vuole anche coraggio. Quello che ha dimostrato la città di Antonelli in questi anni. E che ora manca a Varese, che davvero sta diventando il dormitorio di Busto Arsizio».

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